Superati i trent'anni, la casa dovrebbe raccontare una nuova fase della vita. Secondo gli interior designer, alcuni arredi e soluzioni domestiche tipiche del periodo universitario finiscono per far sembrare gli interni poco maturi e trascurati. Una lista di dieci elementi mette in guardia da scelte che, pur avendo un valore affettivo o pratico, non sono più adatte a un'abitazione da adulti.

Tra gli oggetti più discussi c'è il futon, il letto basso di origine giapponese spesso usato come divano durante il giorno. Se da studenti può rappresentare una soluzione salvaspazio, con il tempo tende a schiacciare l'ambiente e a risultare poco confortevole. Gli esperti suggeriscono di sostituirlo con un divano vero o un letto strutturato, in grado di dare ordine e personalità alla zona giorno o alla camera.

Un altro dettaglio che gli interior designer vorrebbero non vedere più sono le lenzuola usate come tende. Si tratta di un espediente economico e immediato, ma che abbassa il tono dell'intera stanza. Meglio optare per tende realizzate con tessuti adatti, magari in lino o cotone, montate su aste o binari che valorizzino le finestre. La differenza, spiegano, si nota subito in termini di luce e di percezione dello spazio.

La lista prosegue con altri elementi che appartengono a un'idea di casa provvisoria. Tra questi, i poster attaccati con lo scotch alle pareti, che con il tempo rovinano la superficie e danno un senso di disordine. Al loro posto, si possono scegliere stampe incorniciate o opere di piccole dimensioni, da appendere con criterio. Anche le mensole realizzate con assi e mattoni sono considerate superate: meglio passare a soluzioni sospese o a scaffalature progettate per durare.

Un capitolo a parte riguarda l'illuminazione. Le lampadine a vista e le luci al neon, spesso ereditate da appartamenti precedenti, non aiutano a creare atmosfera. Gli interior designer consigliano di puntare su lampade da terra, applique e abat-jour con luce calda, distribuendo i punti luce in modo da evitare zone buie. La luce, ricordano, è uno degli elementi che più influisce sul comfort domestico.

Anche i mobili in truciolare di bassa qualità, acquistati per necessità durante gli anni dello studio, andrebbero ripensati. Con il tempo tendono a deteriorarsi e a mostrare segni di usura. Non si tratta di sostituire tutto in una volta, ma di iniziare a costruire un arredamento più solido, magari partendo dai pezzi principali come il divano o il tavolo da pranzo. L'obiettivo non è spendere molto, ma scegliere oggetti che durino e che rispecchino il proprio gusto.

Tra gli altri elementi da eliminare ci sono le collezioni di oggetti accumulati senza criterio, come souvenir, bicchieri promozionali e piccoli gadget. Questi oggetti, se non selezionati, contribuiscono a un effetto disordinato. Meglio conservare solo ciò che ha un vero significato e trovare loro una collocazione ordinata, ad esempio su una mensola o dentro una vetrina. Anche i tappeti sintetici e consumati sono spesso indicati come da sostituire, preferendo fibre naturali come lana o cotone.

Infine, gli interior designer mettono in guardia dalle pareti lasciate a metà, con chiodi e fori visibili, o da soluzioni fai-da-te che non hanno retto alla prova del tempo. Ritoccare la vernice, stuccare i buchi e completare i progetti iniziati è un passo semplice ma efficace per far sembrare la casa più curata. Non serve una ristrutturazione completa: bastano piccoli interventi mirati per dare all'ambiente un aspetto più adulto e accogliente.

La lista non vuole essere una regola assoluta, ma un invito a riflettere sullo stile della propria casa. Ogni ambiente racconta una storia e, dopo i trent'anni, è naturale desiderare che quella storia parli di stabilità, gusto e benessere. Eliminare gli elementi più provvisori non significa rinunciare alla personalità, ma fare spazio a scelte più consapevoli e durature.

Autore

Bellezza e benessere

Sara Montini — bellezza e benessere, Stile Aperto.