Con l'arrivo dell'autunno, le api che popolano i giardini italiani si preparano ad affrontare i mesi più freddi. Non tutte seguono lo stesso destino: alcune specie trascorrono l'inverno in forma adulta, altre come larve, altre ancora depongono le uova in piccole cavità e non sopravvivono alla stagione. Per chi si prende cura di un giardino, ottobre è il momento giusto per intervenire con qualche accorgimento semplice, capace di fare la differenza per la sopravvivenza di questi insetti preziosi.
Il primo passo riguarda i fiori. Le api che restano attive nelle giornate miti hanno ancora bisogno di nettare e polline: piantare o lasciare in fiore specie tardive come l'edera, i sedum, le aster e i crisantemi offre loro una fonte di cibo proprio quando le risorse scarseggiano. Anche le erbe aromatiche lasciate salire a seme, come il rosmarino e la salvia, possono diventare un rifugio utile. Non serve stravolgere il giardino: basta rinunciare a una pulizia troppo radicale.
Un secondo accorgimento riguarda l'acqua. Le api hanno bisogno di bere, ma una fontana profonda o una piscina possono diventare trappole mortali. Meglio predisporre una ciotola poco profonda con sassi o sugheri che permettano loro di posarsi in sicurezza. In ottobre, con le piogge più frequenti, è utile svuotare e rinnovare l'acqua per evitare ristagni e zanzare.
Il terzo gesto è forse il più importante: lasciare in pace il terreno. Molte api selvatiche nidificano nel suolo, nei prati incolti, nei muri a secco o nei tronchi morti. Rivoltare la terra in autunno, bruciare le sterpaglie o rimuovere ogni foglia secca può distruggere nidi e larve in letargo. Un angolo di giardino lasciato «selvatico», con legni, foglie e piccoli cumuli di terra, diventa un vero e proprio rifugio per l'inverno.
Anche le fioriere e i vasi meritano attenzione. Se si coltivano piante in contenitore, è bene non svuotarli completamente: alcune api solitarie possono aver deposto le uova nel terriccio. Meglio coprire il vaso con una rete sottile o lasciarlo al riparo, senza smuovere la terra fino alla primavera. Lo stesso vale per i muretti a secco e le cataste di legna, che offrono cavità ideali per il letargo.
Un ulteriore consiglio riguarda i trattamenti. In autunno molti giardinieri approfittano per potare e disinfestare, ma l'uso di pesticidi o diserbanti in questa stagione può colpire le api in cerca di rifugio. Meglio rimandare gli interventi chimici, o scegliere prodotti selettivi e applicarli lontano dai fiori e dai nidi. Anche la potatura drastica di siepi e arbusti può eliminare siti di nidificazione: meglio procedere con moderazione.
Infine, la pazienza. Le api che svernano hanno bisogno di tranquillità: non vanno disturbate, spostate o «salvate» a tutti i costi. Se si trova un piccolo nido in un vaso o in un angolo del giardino, la cosa migliore è lasciarlo dov'è fino alla primavera. Solo allora, con l'arrivo dei primi caldi, le nuove api potranno uscire e riprendere il loro lavoro di impollinazione.
Prendersi cura delle api in ottobre non richiede attrezzature speciali né grandi spese. Bastano qualche fiore tardivo, una ciotola d'acqua sicura e un po' di disordine controllato. Un giardino che accoglie la vita selvatica non è trascurato: è semplicemente più ricco, e in primavera restituirà il favore con fioriture più abbondanti e un equilibrio naturale più solido.
5