In Normandia, lo Studio Guma ha trasformato un'antica fattoria in una casa contemporanea di 240 metri quadrati. Il progetto, che ha scelto di non cancellare la memoria del luogo, conserva le pareti in pietra originarie e le affianca a un linguaggio d'interni essenziale, costruito su materiali naturali e su arredi disegnati su misura.

Il punto di partenza è il contrasto tra la massa della pietra e la leggerezza delle superfici nuove. Le murature antiche restano al centro della composizione, mentre gli ambienti vengono alleggeriti da pavimenti e rivestimenti sobri, da tonalità neutre e da pochi elementi d'arredo selezionati. Il risultato è una casa di campagna che non rinuncia al carattere rustico ma lo filtra con una sensibilità contemporanea, dove il rigore del minimalismo convive con la texture irregolare del materiale grezzo. Ogni parete storica diventa così una superficie da leggere, più che un vincolo da nascondere.

Il tratto più riconoscibile del progetto è la cucina in cemento rosa, un volume dal colore inatteso che dialoga con la pietra circostante. La scelta del cemento, materiale industriale per eccellenza, introduce una nota decisa e moderna in un contesto che altrimenti sarebbe dominato dai toni caldi e terrosi della tradizione normanna. Il rosa, usato con misura, diventa il punto focale dell'ambiente e restituisce vivacità a una zona della casa che è anche il cuore quotidiano della vita domestica. Proprio la cucina, con la sua superficie compatta e cromatica, mostra come un materiale freddo possa acquisire calore quando viene trattato come elemento architettonico e non come semplice rivestimento.

Gli arredi su misura completano la logica del progetto, pensati per adattarsi alle geometrie delle stanze e alle irregolarità dei muri storici, senza forzare la struttura esistente. Ogni elemento sembra rispondere a una funzione precisa, in linea con un'idea di abitare in cui l'estetica nasce dalla praticità e dalla coerenza dei materiali. Il lavoro sugli spazi interni procede per sottrazione: meno oggetti, più respiro, e un'attenzione costante alla luce che entra dalle aperture ricavate nelle murature più antiche.

Per chi ama il design d'interni e vuole ripensare una casa storica senza cancellarne l'anima, questo intervento offre uno spunto concreto: la pietra può restare protagonista, purché il resto del linguaggio sia asciutto e il colore venga usato con intelligenza. La casa dimostra che il dialogo tra passato e presente non richiede grandi gesti, ma scelte precise su materiali, proporzioni e funzioni, capaci di rendere un'antica fattoria normanna un luogo abitabile e attuale.

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Autore

Cibo e viaggi

Luca Pellegrini — cibo e viaggi, Stile Aperto.