Nel cuore di Londra, il quartiere di Soho continua a confermarsi come uno dei poli gastronomici più vivaci della capitale britannica. Dalle vie di Brewer Street e Old Compton Street fino a Chinatown, la zona offre una concentrazione di indirizzi che spaziano dalla cucina indo-cinese alla tradizione mediorientale, dal pesce crudo ai burger di manzo stagionato. Una selezione curata da esperti del settore propone un itinerario che attraversa Frith Street, Dean Street, Rupert Street e Berwick Street, mettendo in luce locali capaci di coniugare ricerca, convivialità e un'atmosfera informale.

Uno degli indirizzi più interessanti è Tangra, in Frith Street, dedicato alla cucina indo-cinese vegetariana. Lo chef Nikesh Sawant, con esperienze precedenti da Mildreds e Mallow, propone piatti che mettono le verdure al centro della scena senza compromessi. La sala, caratterizzata da legno caldo, mattoni a vista, insegne al neon e booth rossi, ricorda più una vivace tavola calda notturna che un ristorante formale. Tra i piatti più apprezzati figurano i cetrioli smacked con salsa di soia, aceto e olio al peperoncino, la burrata con anguria e chaat, e il laccha paneer con chutney verde, peperoncino kashmiri, mandorle affumicate e salsa makhani. Da provare anche i paratha e il riso al cumino, oltre ai cocktail come lo Spice Trader al mezcal e il gelato soft in gusti rotanti come mango darsaan o chai all'olio affumicato.

Sempre in zona, Impala in Dean Street propone un menu eclettico che intreccia influenze egiziane, del Mediterraneo orientale e giapponesi. Lo chef Meedu Saad costruisce piatti sorprendenti come il kibbeh di granchio bianco e grano essiccato al sole avvolto in foglia di shiso, e le soffici flatbread aish baladi da intingere nell'olio d'oliva e harissa. Il percorso continua con la sheftalia di maiale Tamworth in caul fat, il short rib con pepe e olio al rosmarino, e una molokhia di foglie di iuta brasate con manzo stagionato. In chiusura, una tartare di datteri e pistacchi con pasta salata, crema densa e crosta croccante.

Per chi cerca un'esperienza di condivisione, The Palomar in Rupert Street è considerato un'istituzione di Soho da dieci anni. Lo chef Dan Murray attinge dalla Spagna meridionale, dal Nord Africa e dal Levante per creare un menu essenziale ma ricco di texture: cubetti di crocchette di agnello con salsa HP al noce pecan, cetriolini smacked con tahina verde, mandorle candite e olio al peperoncino, e pollo alla brace con burro al peperoncino, yogurt e cipolla bruciata. Da accompagnare con negroni allo zafferano, pane yemenita kubaneh e mezcal old fashioned con cubetti di gelato al pistacchio e baklava.

Dumbo, in Berwick Street, rappresenta invece l'anima più informale del quartiere. Il brand parigino di burger, già virale, ha aperto il suo secondo locale londinese dopo il debutto a Shoreditch. Gli interni sono minimalisti, con cucina a vista e pochi tavoli in legno. Il menu è conciso: burger, veggie burger, patatine e chicken nuggets. I panini sono realizzati con manzo dry-aged di due settimane fornito dal macellaio HG Walter, con formaggio americano e sottaceti. Le patatine fritte, servite in coni di carta, sono croccanti e ben salate, mentre i nuggets arrivano bollenti e croccanti.

Infine, Sucre in Great Marlborough Street porta a Soho l'influenza sudamericana con la cucina a fuoco vivo dello chef patron Jack Godik. Un approccio che aggiunge ulteriore varietà a un quartiere già capace di soddisfare palati diversi, confermando Soho come meta ideale per una cena veloce o una serata più lunga all'insegna della scoperta gastronomica.

3Visualizzazioni

Autore

Cibo e viaggi

Luca Pellegrini — cibo e viaggi, Stile Aperto.