Che aspetto ha una città vista da 95 centimetri da terra? È la domanda da cui parte Desert Playgola, un padiglione temporaneo installato nel centro di El Paso, in Texas, dove una pergola tradizionale diventa un parco giochi interattivo. Il progetto, firmato dall'architetto Miguel Mendoza per conto dello studio Nómada Estudio Urbano, è stato realizzato per il festival di arte pubblica Chalk the Block, in programma il 3 e 4 ottobre 2026.
L'installazione è stata commissionata dal Comune di El Paso attraverso il dipartimento Musei e Affari Culturali (MCAD) e occupa un'area pedonale lungo W Main Drive. Qui un tratto di città ordinario si trasforma in un luogo di incontri inattesi. Il padiglione combina sculture ispirate al deserto, tende iridescenti e materiali di recupero, creando un ambiente in cui i bambini possono muoversi, toccare ed esplorare secondo il proprio ritmo.
Il punto di partenza è Urban95, un'iniziativa della Fondazione Van Leer che invita architetti e urbanisti a osservare le città dall'altezza approssimativa di un bambino di tre anni. Invece di considerare i più piccoli come adulti in miniatura, l'approccio riflette su come scala, accessibilità ed esperienze sensoriali influenzino il rapporto dei bambini con lo spazio pubblico. Per Nómada Estudio Urbano questa prospettiva diventa il fondamento di un ambiente privo di percorsi o attività predeterminati.
Il nome unisce «play», gioco, e «pergola», a indicare una struttura che offre riparo lasciando spazio alla curiosità, all'immaginazione e a un po' di improvvisazione. La struttura portante è in legno, sostenuta da basi in blocchi di calcestruzzo. Dal soffitto pendono tende iridescenti e figure colorate realizzate in MDF, il pannello di fibra a media densità. Una serie di piattaforme rialzate, ricavate da pallet di legno riciclato e ricoperte di erba sintetica, introduce variazioni di altezza e di texture.
Le sculture autoportanti, che ricordano i fichi d'India, sono composte da elementi in MDF incastrati tra loro e portano nello spazio gioco elementi del paesaggio circostante. L'universo visivo del progetto attinge al deserto del Chihuahua, con riferimenti ai fichi d'India, alle piante di ocotillo e alla topografia caratteristica della regione. Alcuni degli elementi appesi si compongono a formare un volto, conferendo al padiglione una presenza quasi caratteriale lungo la strada.
A distanza, l'installazione appare come una figura colorata che occupa il paesaggio urbano; da vicino, le singole parti diventano oggetti da esplorare e con cui interagire. Questo passaggio tra immagini riconoscibili e forme astratte permette al padiglione di funzionare contemporaneamente come opera d'arte pubblica, luogo di sosta riparato e parco giochi informale. Lungo il percorso pedonale del festival, la struttura offre un luogo dove fermarsi ed esplorare.
Movimento, luce e tatto giocano un ruolo altrettanto importante. Il vento anima le tende iridescenti, il sole proietta ombre mutevoli sul terreno e l'illuminazione artificiale trasforma l'aspetto del padiglione dopo il tramonto. I bambini possono passare tra gli elementi sospesi, salire sulle piattaforme basse, esaminare le diverse superfici o semplicemente trovare un punto dove fermarsi. Non esiste una sequenza prestabilita da seguire: l'installazione accoglie modi diversi di relazionarsi con i materiali e con gli spazi.
Posizionato accanto a La Nube, il museo interattivo di El Paso, Desert Playgola estende l'idea di apprendimento attraverso il gioco allo spazio pubblico circostante. La sua presenza temporanea durante Chalk the Block introduce un ritmo diverso nel percorso pedonale, invitando visitatori di età diverse a fermarsi, esplorare e condividere lo stesso spazio. Per lo studio, il progetto riflette un interesse più ampio per una città che risponda alle esperienze dei bambini senza separarli dalla vita urbana quotidiana. Il principio che lo guida è semplice: una città che gioca è una città che si prende cura di chi la abita.
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