La 33ª edizione di Artissima, la fiera d'arte contemporanea di Torino, si costruisce attorno a due temi apparentemente opposti: la scomparsa e l'invasione dello sguardo. Da una parte opere che sottraggono il soggetto alla vista, dall'altra immagini che sembrano occupare ogni spazio disponibile. Un percorso obliquo tra le sezioni curate, che offre al visitatore un modo insolito di attraversare la rassegna.
Il filo conduttore emerge in modo particolare nelle sezioni Present Future, dedicata alle proposte più recenti e alle ricerche emergenti, e Back to the Future, che guarda invece al passato per leggere il presente. Accanto a queste, la sezione Disegni riunisce lavori su carta in cui il tratto diventa il luogo privilegiato per interrogare la visione. Il risultato è una fiera che non si limita a esporre oggetti, ma invita a riflettere su come si guarda un'opera e su che cosa, oggi, resti visibile.
La scomparsa dello sguardo si traduce in lavori che lasciano spazio all'assenza, al non detto, a figure che si ritraggono o si dissolvono. Sul versante opposto, l'invasione dello sguardo richiama un'arte che satura lo spazio con immagini, colori e segni, quasi a sottolineare la pressione costante dei linguaggi visivi nella vita quotidiana. Due poli che, nella lettura proposta dalla fiera, non si escludono ma dialogano, restituendo un ritratto della sensibilità artistica contemporanea.
Artissima non è però l'unico appuntamento della stagione torinese. Il calendario espositivo della città si estende ben oltre il quartiere fieristico del Lingotto, coinvolgendo musei, fondazioni e spazi indipendenti sparsi per il centro e fino a Porta Nuova. Un itinerario che viene spesso definito «fuori Artissima» e che permette di vedere la città come un sistema di luoghi in dialogo tra loro, dove l'arte contemporanea convive con le architetture storiche e con i percorsi della vita urbana.
Per chi sceglie di seguire questo percorso, la combinazione di fiera e mostre diffuse offre una visione più completa di Torino come laboratorio culturale. La fiera diventa così il punto di partenza di un'esperienza che attraversa la città, tra opere che invitano a fermarsi e altre che chiedono di essere guardate con attenzione, in linea con il tema scelto per questa edizione.
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