Il Detroit Institute of Arts dedica a Georgia O'Keeffe una mostra che ne indaga un aspetto spesso trascurato: il rapporto con l'architettura e gli spazi costruiti. Intitolata Georgia O'Keeffe: Architecture, l'esposizione riunisce quasi quaranta opere della celebre pittrice americana e propone una lettura del suo lavoro attraverso gli edifici, le case e i paesaggi che ne hanno segnato la vita e la carriera.

Il percorso non segue un ordine cronologico, ma geografico, ricalcando i luoghi in cui O'Keeffe visse. Si parte dalle immagini di un'America pastorale, con laghi, fienili e cieli azzurri, legate all'infanzia trascorsa in una fattoria da latte nel Wisconsin. Si passa poi a New York, dove l'artista abitò con il marito Alfred Stieglitz in diversi piani dello Shelton Hotel: salendo di piano in piano, il suo sguardo si concentrò sempre più sulle vedute della città. Infine le opere approdano al New Mexico, lo Stato del sud-ovest che avrebbe definito i suoi lavori più iconici.

Tra i dipinti in mostra spicca Taos Pueblo (1929/1934), dove le case in terra del pueblo si sovrappongono l'una all'altra, con le pareti fluide che si compenetrano sotto un cielo azzurro intenso. Un'immagine priva dei fiori o dei teschi fluttuanti più noti dell'artista, ma profondamente «o'keeffiana» nella sua essenzialità e nell'attenzione all'ambiente circostante. C'è poi Stables (1932), l'unica opera di O'Keeffe posseduta dal museo: una costruzione bianca e rettangolare, con porte e finestre quadrangolari, immersa nell'erba e nel cielo, che il curatore Ben Colman ha descritto come una sorta di idea platonica della casa.

Proprio da Stables è nato il progetto della mostra. Intervistato dal Detroit Institute of Arts, Colman ha raccontato di essere partito da quel dipinto per delineare una storia più ampia sulla vita di O'Keeffe e sul suo rapporto con l'architettura nell'arco dell'intera carriera. Ogni immagine, ha spiegato il curatore, ancora l'artista alle città e agli ambienti in cui si è trovata a vivere.

Il percorso attraversa anche il passare del giorno, con i toni malinconici che caratterizzano la pittura di O'Keeffe. In New York Street with Moon (1925) un arancione luminoso sfuma in un blu nuvoloso, mentre la luna bianca sbuca da dietro le nuvole e il lampione sottostante emana un alone potente sopra un semaforo rosso. In Brooklyn Bridge (1949) due arcate del ponte sospeso dividono la luce del giorno in sfumature di blu diverse. Non manca My Shanty, Lake George (1922), una casa marrone scuro immersa nell'erba alta e ombreggiata dalle colline: una scena particolarmente sobria, che secondo Colman riflette la volontà dell'artista di essere definita al di là del suo genere, non solo come pittrice donna ma come pittrice in grado di competere con i colleghi uomini.

L'interesse di O'Keeffe per gli edifici non è un tema nuovo. Tra il 2024 e il 2026, all'O'Keeffe Welcome Center di Abiquiú, in New Mexico, è stata allestita Artful Living: O'Keeffe & Modern Design, dedicata alla sua casa in adobe a Ghost Ranch e a come la trasformò in spazio abitativo e artistico. Sempre tra il 2024 e il 2025, l'High Museum of Art di Atlanta ha presentato Georgia O'Keeffe: My New Yorks, dedicata alle vedute urbane americane dipinte dall'artista.

Il direttore del Detroit Institute of Arts, Salvador Salort-Pons, ha sottolineato il valore storico di questi lavori, che offrono uno sguardo non solo sulla vita di O'Keeffe ma anche sullo sviluppo del modernismo americano. L'artista, ha osservato, ha trasformato fienili, case in adobe e grattacieli in forme audaci e semplificate, mostrando edifici familiari in modi del tutto nuovi. Attraverso i suoi occhi e decenni di pratica emerge così un'America in evoluzione: una raccolta che amplia non solo la concezione dell'opera dell'artista, ma anche quella del paesaggio di un intero Paese.

Autore

Bellezza e benessere

Sara Montini — bellezza e benessere, Stile Aperto.