Un ex parcheggio nel cuore di Riyadh è diventato un caffè dove l'impalcatura non è un segno di lavori in corso, ma l'elemento che definisce l'intero progetto. Il BAG Café, firmato dallo studio AO Architects, nasce dalla riqualificazione di un'area di sosta e da una scelta progettuale precisa: invece di nascondere la struttura temporanea per eccellenza, gli architetti l'hanno integrata nell'architettura finita, trasformandola in un segno riconoscibile.

Una griglia di impalcature rosse da cantiere si estende sopra lo spazio esterno e prosegue all'interno, fino al soffitto. Il colore non è casuale: la finitura industriale standard dell'impalcatura coincideva già con il rosso del marchio BAG, quindi non è stato necessario ridipingerla. È un caso raro in cui l'identità visiva di un locale non dipende da un logo ripetuto, ma dalla struttura stessa, che resta tale senza trasformarsi in un oggetto di scena.

Sul cortile coperto di ghiaia, un tessuto intrecciato associato alle tende tradizionali in pelo di capra si tende sopra l'impalcatura. Il gesto offre ombra e ammorbidisce la geometria rigida dei tubi metallici, mettendo in dialogo due modi molto diversi di costruire riparo: la costruzione contemporanea e la tradizione regionale delle tende portatili. L'accostamento, spiegano i progettisti, dà allo spazio esterno un carattere autonomo, senza scivolare nel concept fine a se stesso.

All'interno, l'acciaio zincato ondulato corre dall'esterno verso il bancone senza essere verniciato per sembrare più nobile, mentre il pavimento in cemento mantiene la palette essenziale. Materiali a vista che non chiedono di recitare la parte dell'autenticità: il metallo resta metallo, l'impalcatura resta visibile. Il progetto non punta a sembrare incompiuto, ma a decidere quali parti meritano una finitura diversa.

L'intervento non è nato da un edificio nuovo costruito su un lotto vuoto. La struttura esistente è stata recuperata, mentre cucina e aree di servizio sono state ricostruite. La corsia del drive-thru è rimasta attiva. Il risultato è un equilibrio misurato: cambiare ciò che va cambiato, conservare ciò che funziona ancora e restituire all'ex parcheggio una vita migliore come spazio all'aperto.

Per chi arriva, la scelta è semplice: la comodità del drive-thru oppure la sosta all'aperto sotto una copertura che rende l'ambiente intenzionale, non un insieme di tavolini lasciati ai bordi della strada. La griglia rossa porta lo stesso linguaggio visivo dall'esterno all'interno, così il caffè appare come un luogo coerente, senza che il cliente debba conoscere il concept prima di ordinare.

Il valore del progetto sta nella sua sobrietà. Il BAG Café non chiede ai materiali industriali di fingersi lussuosi: si affida all'accostamento di cose ordinarie — una struttura rossa, un cortile di ghiaia, un telo, una lastra di metallo — per risultare memorabile. Un'idea utile anche oltre il mondo dei caffè: uno spazio non ha sempre bisogno di una pelle nuova o di una pagina bianca per diventare un posto dove le persone desiderano restare. La parte più forte del design è proprio la sua misura, che lascia spazio a un pomeriggio dove prima c'erano posti auto, senza cancellare del tutto la funzione originaria del sito. Le auto possono ancora attraversare il drive-thru, mentre le persone ora possono scegliere di fermarsi.

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Autore

Design e casa

Alessandro Ruggeri — design e casa, Stile Aperto.