Il kirigami, la variante dell'origami che prevede di tagliare la carta oltre a piegarla, diventa un metodo di progettazione per oggetti funzionali. Il designer Matthew Lim ha presentato una serie di progetti tridimensionali capaci di passare da una configurazione piatta a una forma funzionale senza l'uso di bulloni, colla o altri sistemi di fissaggio tradizionali. Tra i risultati ci sono un supporto per smartphone e un tavolino da salotto di dimensioni considerevoli, tutti basati sullo stesso principio: pochi tagli strategici in un foglio piatto che, una volta piegato, si trasforma in un meccanismo stabile e riutilizzabile.
La tecnica affonda le radici in una tradizione antica. Un libro del 1797 dedicato ai modi di piegare la gru documenta uno dei primi esempi conosciuti di taglio praticato in un singolo foglio di carta, da cui nasce una seconda gru più piccola sul dorso della prima. Lo stesso volume estende l'idea a una griglia di carta che, dopo una serie di tagli, può essere piegata in una griglia di gru. Solo in seguito questa pratica ha preso il nome di kirigami, termine giapponese che significa letteralmente «carta tagliata». La dimostrazione di Lim parte proprio da questa eredità per mostrare come pochi tagli ben posizionati in una forma piatta possano aumentarne in modo significativo la funzionalità.
Il lavoro si basa anche su ricerche scientifiche recenti, tra cui uno studio del 2024 firmato da Liu e altri autori sull'origami cilindrico con comportamento meccanico regolabile. Per prototipare e testare versioni sempre più avanzate del meccanismo pop-up, Lim utilizza una taglierina laser e una stampante FDM. La sperimentazione parte da modelli in scala ridotta e arriva fino alla produzione di mobili a grandezza naturale, realizzati con pannelli di compensato e cerniere stampate in 3D. Il risultato più interessante è il tavolo, che può essere riconfigurato in forme diverse: il meccanismo si blocca nella nuova posizione, creando una struttura relativamente stabile senza bisogno di elementi di fissaggio aggiuntivi.
Anche se non immediatamente pratici per il mercato, questi meccanismi offrono spunti interessanti in diversi ambiti. Possono trovare applicazione nella robotica, nel mobile flat-pack e persino nell'esplorazione spaziale, dove ogni grammo e ogni millimetro cubo di spazio contano. La capacità di passare da una forma piatta a una tridimensionale senza componenti aggiuntivi riduce infatti il volume durante il trasporto e semplifica l'assemblaggio. Il kirigami si conferma così non solo una tecnica decorativa, ma un principio progettuale con potenziale concreto per il design funzionale e sostenibile.
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