Un'onda gigantesca in bianco e nero attraversa da un capo all'altro la facciata cinquecentesca della Biblioteca Apostolica Vaticana. Si intitola Diluvium ed è l'opera site-specific firmata dall'artista francese JR, svelata il 14 settembre 2026 e destinata a restare visibile fino alla primavera del 2027. L'installazione si estende per circa 70 metri lungo la parete che guarda il Cortile del Belvedere, cogliendo l'acqua nell'istante che precede lo schianto contro l'architettura: un fermo immagine sospeso, carico di tensione, che trasforma un edificio simbolo della conservazione della memoria in una superficie drammaticamente esposta.

L'immagine scelta da JR proviene da un riferimento preciso della storia dell'illustrazione: il diluvio biblico inciso da Gustave Doré nel 1866. L'incisione ottocentesca, con la sua drammaticità narrativa, viene ingrandita fino a scala architettonica e proiettata su una facciata rinascimentale, generando un cortocircuito visivo tra linguaggio antico e urgenza contemporanea. Il risultato è un'onda che sembra pronta a travolgere non solo il muro, ma anche ciò che quel muro protegge: secoli di sapere, manoscritti, archivi, tracce materiali di una civiltà.

Proprio la paura dell'acqua è all'origine del progetto. «La Biblioteca Vaticana è venuta da me perché, per loro, l'acqua rappresenta la più grande paura», spiega JR. «È il fatto che un giorno l'acqua arrivi e porti via tutta la memoria… tutta la traccia di una civiltà che hanno preservato». Da questa preoccupazione concreta — la vulnerabilità di un patrimonio esposto a un elemento capace di cancellarlo in poche ore — nasce un'immagine che rende visibile dall'altra parte del cortile ciò che normalmente resta invisibile: il rischio insito nella custodia stessa.

L'opera di JR non si esaurisce però nella metafora dell'alluvione. L'artista la estende rapidamente ad altri scenari: il cambiamento climatico e il caldo estremo, la polarizzazione politica, e persino «l'onda stessa dell'intelligenza artificiale». La minaccia cambia a seconda di come la si legge. L'acqua può cancellare un archivio in poche ore; la tecnologia può assorbire lo stesso archivio su una scala che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata impensabile. In entrambi i casi, ciò che è in gioco è la sopravvivenza della memoria e la sua trasformazione.

Diluvium apre AQVA, la prima mostra del ciclo quinquennale Catastrofe e Meraviglia della Biblioteca Apostolica Vaticana. Il progetto prende le mosse dalla tensione tra distruzione e conservazione: l'acqua può rovinare la carta, ma interviene anche nella fabbricazione e nel restauro dei libri. L'esposizione esplora questo elemento attraverso le collezioni della biblioteca e interventi contemporanei, con l'opera di JR a costituire il contributo site-specific. Papa Leone XIV ha inaugurato la mostra in occasione della sua prima visita alla Biblioteca Apostolica Vaticana come pontefice. L'apertura al pubblico è fissata per il 25 settembre 2026, mentre AQVA resterà visitabile fino al 14 maggio 2027.

All'esterno, l'onda di JR resta l'immagine più diretta e spiazzante dell'intero progetto. Osservando la facciata pallida del palazzo rinascimentale, con il suo carico di conoscenza accumulata nei secoli, l'impressione è che tutto possa scomparire sotto l'acqua. È un effetto voluto, che sposta l'attenzione dalla solidità apparente dell'istituzione alla fragilità reale del patrimonio che essa custodisce. In un'epoca in cui la conservazione della memoria è minacciata tanto dagli eventi naturali quanto dalle trasformazioni tecnologiche, l'onda di JR diventa così un promemoria visivo potente e immediato, capace di parlare al pubblico ben oltre i confini del Cortile del Belvedere.

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Moda e tendenze

Chiara Vitale — moda e tendenze, Stile Aperto.