Un tavolino da caffè è per definizione un luogo di incontro: libri, telecomandi, accessori e piccoli oggetti si accumulano sulla sua superficie nel giro di poche ore. Klara, il progetto firmato dal designer Joao Teixeira dello studio Teixeira Design Studio, non promette di eliminare quel disordine, ma gli offre un nascondiglio temporaneo grazie a un vassoio scorrevole che copre una parte del piano d'appoggio.
L'idea alla base del tavolino è semplice e non prevede vani chiusi sotto il piano. A differenza dei modelli con scomparti interni, che spesso rendono difficile ritrovare gli oggetti, Klara mantiene tutto in superficie: basta far scorrere il vassoio rialzato sopra la porzione incassata del piano per nascondere alla vista ciò che non si vuole mostrare. Gli oggetti restano lì, a portata di mano, pronti all'uso quando servono. Il vassoio stesso, però, diventa a sua volta una superficie su cui appoggiare un bicchiere o un elemento decorativo, mentre l'area scoperta garantisce un accesso rapido a ciò che serve davvero.
La forma contribuisce a dare a Klara una presenza riconoscibile. Le gambe lunghe e squadrate le conferiscono l'aspetto di una piccola panca, mentre le estremità del telaio si aprono verso l'esterno per allontanarsi dall'idea del semplice rettangolo. Le superfici sono colorate seguendo precisamente queste geometrie, così il risultato appare come un mobile assemblato e non come una scatola con le gambe. Le combinazioni cromatiche disponibili sono due: una con incavo giallo caldo e vassoio scorrevole in marrone terroso su telaio in legno chiaro, l'altra con tonalità più scure e superfici blu-grigie. In entrambi i casi il vassoio si distingue visivamente, suggerendo la sua natura mobile, e quando il tavolino è in ordine offre un contrasto che ravviva l'insieme.
Il progetto non è privo di limiti, e il designer non lo nasconde. Lo spazio di contenimento è finito e vincola la quantità di oggetti che si possono collocare nell'area incassata. Inoltre, prima di far scorrere il vassoio è meglio rimuovere ciò che vi è appoggiato sopra, per evitare bevande rovesciate o vasi rotti. Sono piccoli promemoria del fatto che Klara non è una soluzione definitiva al disordine: non offre un nascondiglio permanente, quindi prima o poi bisognerà fare i conti con la confusione accumulata.
Il valore del tavolino sta altrove. Klara non incoraggia a dimenticare le proprie cose, ma alleggerisce il momento in cui qualcuno arriva senza preavviso. Con un gesto rapido il disordine sparisce dalla vista, regalando un po' di tranquillità, sia pure temporanea. È un compromesso intelligente tra l'esigenza di ordine e la realtà quotidiana di chi vive gli spazi domestici, e si inserisce in quella linea di progetti che affrontano il disordine senza pretendere di eliminarlo.
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