Una borsa che cambia forma e custodisce una storia di famiglia. Si chiama Yiayia ed è il progetto della designer greca Sophia Lampropoulou, fondatrice dello studio 3D Season, che ha trasformato un ricamo cretese realizzato a mano dalla nonna in un accessorio modulare stampato in 3D. Il nome stesso, Yiayia, significa «nonna» in greco e racchiude l'origine del progetto: un manufatto tessile tramandato di generazione in generazione, diventato il fondamento visivo e concettuale dell'intera creazione.
Il punto di partenza è un autentico motivo di ricamo cretese, cucito a mano dalla nonna della designer. Lampropoulou non si è limitata a riprodurre il disegno su una superficie piatta: ha digitalizzato il ricamo e lo ha ricostruito come superficie flessibile e modulare stampata in 3D utilizzando TPU, un materiale elastico e resistente che si comporta in modo simile a un tessuto pur mantenendo meglio la forma. La scelta più interessante riguarda la funzione del motivo: la geometria del ricamo non è decorativa ma strutturale, perché determina la flessibilità della borsa, la distribuzione del peso e la tenuta dell'insieme. Il ricamo della nonna, in altre parole, è lo scheletro della borsa, non soltanto la sua pelle.
Grazie a una serie di anelli metallici, la superficie in TPU si piega e si riconfigura in quattro diversi stili di trasporto. La stessa borsa può passare da una crossbody compatta a una shoulder bag più morbida, adattandosi all'umore o all'outfit di chi la indossa. Il processo produttivo ha combinato ricerca culturale, software di progettazione parametrica e manifattura additiva: strumenti contemporanei al servizio di un artigianato secolare, per evitare che un sapere tradizionale finisca relegato a una teca da museo.
Il progetto ha ottenuto riconoscimenti internazionali. Yiayia ha vinto un Silver Award ai London Design Awards 2025 nella categoria Fashion Design, Bags, e ha poi ricevuto un Bronze A' Design Award nella categoria Fashion and Travel Accessories. Riconoscimenti che confermano l'interesse del mondo del design per un oggetto capace di unire innovazione produttiva e memoria familiare.
Il confronto con Bao Bao Issey Miyake è quasi inevitabile. Il marchio giapponese ha costruito un seguito culturale attorno a borse composte da pannelli triangolari che si trasformano da elementi piatti in forme geometriche tridimensionali man mano che vengono riempite, con prezzi che si collocano generalmente tra i 400 e i 480 dollari. La magia di Bao Bao risiede nel concetto di «forme create dal caso», in cui la struttura reagisce a come si ripongono gli oggetti all'interno. Yiayia parte da un amore simile per la geometria e la trasformazione strutturale, ma ne rovescia l'intenzione: invece di triangoli scelti per un'architettura puramente visiva, il motivo della borsa è un frammento letterale e riconoscibile della storia di una famiglia, e le sue quattro configurazioni sono scelte progettuali deliberate anziché mutazioni casuali. Dove Bao Bao è imprevedibilità ingegnerizzata, Yiayia è memoria ingegnerizzata.
Per chi cerca una borsa piccola con una storia autentica alle spalle, e non soltanto una silhouette accattivante, la distinzione conta. Il problema delle borse minute non è mai stato soltanto la dimensione, ma la scarsa personalità e praticità racchiuse in quello spazio ridotto. La trasformazione a quattro vie permette a un unico accessorio di adattarsi a outfit e occasioni diverse, invece di restare in armadio come oggetto monouso. E poiché il design porta con sé un peso culturale reale, appare meno come una tendenza passeggera e più come qualcosa destinato a durare. Yiayia dimostra così che una borsa piccola non deve essere per forza un compromesso: può essere intelligente, sentimentale e svolgere più funzioni quando serve.
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