Mentre lo US Open cattura l'attenzione del mondo del tennis, un'altra competizione si svolge sugli spalti e nei corridoi del torneo: quella tra le due tribù stilistiche che dominano l'abbigliamento maschile contemporaneo. Da un lato i «dad», dall'altro i «dudes». Due estetiche opposte che definiscono il guardaroba maschile attuale e che trovano nei protagonisti del tennis la loro massima espressione.

Il look «dad» predilige linee dritte, vestibilità aderente e colori tenui. Ne è un esempio lampante Roger Federer, che è sceso in campo martedì con una polo e pantaloncini blu navy, fascia da polso e calzini dello stesso colore. Un completo dalla vestibilità asciutta, con la maglia rigorosamente infilata nei pantaloni. Un'immagine di ordine e pulizia formale che richiama un'eleganza senza tempo, fatta di capi essenziali e abbinamenti sicuri.

All'opposto, lo stile «dude» abbraccia vestibilità più ampie e capi decorati. Carlos Alcaraz, il giovane talento spagnolo, ha sfoggiato una canotta Nike non infilata, di un acceso colore ribes, abbinata a pantaloncini marroni e a scarpe da ginnastica che sembravano uscite da una vetrina di caramelle. Un look giocoso, informale e volutamente sbarazzino, che punta sull'impatto visivo e sulla libertà di movimento.

Questa dicotomia non è solo una questione di gusti personali, ma riflette un vero e proprio fenomeno di costume che attraversa le passerelle e le strade. Il guardaroba maschile si divide sempre più nettamente tra chi cerca la rassicurazione di un abbigliamento classico e funzionale, e chi invece usa i vestiti come una tela per esprimere personalità e creatività. La scelta di Federer e Alcaraz, due generazioni diverse del tennis, diventa così una metafora del dibattito più ampio che anima la moda uomo.

Il confronto tra queste due visioni stilistiche è destinato a durare. Da una parte, la solidità e l'atemporalità del «dad», che non passa mai di moda. Dall'altra, l'energia e la sperimentazione del «dude», che spinge costantemente i confini dell'estetica maschile. In questo duello, non c'è un vincitore assoluto, ma solo due modi diversi di interpretare il proprio stile, entrambi validi e rappresentativi di un'epoca che celebra la pluralità.

Autore

Cibo e viaggi

Luca Pellegrini — cibo e viaggi, Stile Aperto.