Sam Nivola, figlio di Emma Roberts e dell'artista Garrett Nivola, si presenta come un giovane che non ha bisogno di costruirsi un personaggio per essere riconosciuto. In un'intervista a Who What Wear, il ragazzo rifiuta l'idea di essere uno che recita un ruolo, e rivendica un approccio allo stile fondato sulla spontaneità e sulla coerenza con il proprio gusto personale.

Il punto centrale del racconto è proprio questo rapporto con l'autenticità. In un momento in cui i giovani della sua generazione si confrontano continuamente con immagini curate e con le tendenze che circolano sui social, Nivola sostiene di vestirsi per piacere a se stesso, scegliendo capi che sente suoi e non seguendo le indicazioni di stilisti o di campagne pubblicitarie. Il suo stile, raccontato nell'intervista, si muove tra pezzi essenziali e dettagli che rivelano una certa attenzione alla qualità e alla vestibilità.

Il contesto in cui si colloca la conversazione è quello di una figura pubblica giovane, cresciuta sotto i riflettori per il legame familiare con una delle attrici più note di Hollywood. Nell'intervista, il tema della famiglia e della notorietà non è il fulcro: l'attenzione resta sul modo in cui il ragazzo si veste e su come interpreta la moda come forma di espressione personale, senza la pretesa di essere un modello da imitare.

Il dialogo con la redazione di Who What Wear mette in luce una visione della moda che non passa dalla rincorsa alle novità. Per Nivola vestirsi significa anzitutto riconoscersi in ciò che si indossa, e la scelta degli abiti diventa così un modo di raccontare il proprio carattere più che un esercizio di aggiornamento sulle collezioni della stagione. È un atteggiamento che si distingue da quello di molti coetanei, spesso guidati dalle tendenze lanciate online.

Per chi segue il panorama della moda e della cultura dello stile, la storia offre uno spunto semplice: l'eleganza più convincente, oggi, sembra passare da una certa sobrietà e dalla capacità di riconoscere il proprio gusto. Un messaggio che Nivola affida alle sue parole, senza trasformarlo in regola, e che invita a guardare più al carattere di chi indossa un abito che alla firma che porta.

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Autore

Cibo e viaggi

Luca Pellegrini — cibo e viaggi, Stile Aperto.