Una madre sa sempre meglio, almeno secondo il proverbio, ma la figlia finisce quasi sempre per fare di testa propria. Dietro questo copione familiare così noto si nascondono bisogni molto diversi: una madre vuole proteggere il figlio dalla delusione, mentre una figlia ha bisogno di capire chi è al di fuori della casa d'infanzia. Non di rado accade anche il contrario, con un'adolescente che sogna la stabilità che una donna adulta non riesce a garantirle. Tre film, in epoche e registri diversi, portano sullo schermo proprio queste tensioni, toccando lo spettatore perché attingono alla vita quotidiana.
Il primo titolo è Lady Bird, diretto da Greta Gerwig nel 2017. Christine vuole farsi chiamare Lady Bird e sogna di lasciare Sacramento per frequentare l'università sulla costa orientale. Sua madre Marion, infermiera che mantiene la famiglia, legge in quei progetti anche un rifiuto della vita che ha cercato di offrire alla figlia. Gerwig mostra fin dall'inizio quanto siano vicine tenerezza e rabbia: un momento di commozione condiviso durante l'ascolto di un audiolibro in auto può trasformarsi in lite in pochi istanti. Saoirse Ronan e Laurie Metcalf restituiscono con naturalezza il ritmo di questo rapporto. Nella scena della prova del vestito per il ballo, la conversazione sull'aspetto diventa una domanda sull'accettazione. Lady Bird vorrebbe sapere se la madre le vuole bene davvero, e non soltanto perché sono legate dal vincolo di sangue. Lo spettatore può comprendere la paura di Marion per il denaro e per il futuro, ma vede anche quanto possano essere dure le sue parole per una figlia che sta crescendo.
Il secondo film è Syreny, uscito nel 1990 e diretto da Richard Benjamin. Rachel Flax, interpretata da Cher, dopo una serie di relazioni fallite fa le valigie con le figlie e ricomincia in una nuova città. La figlia maggiore Charlotte, interpretata da Winona Ryder, è stanca di quella instabilità e della libertà di costumi della madre. Pur essendo cresciuta in una famiglia ebraica, Charlotte è affascinata dal cattolicesimo, dai suoi riti e dalla promessa di ordine. Vorrebbe essere l'opposto della madre, ma la propria adolescenza complica questo progetto. Una scena del pasto quotidiano dice molto della casa in cui vivono: più che un pranzo tradizionale, Rachel preferisce piatti fantasiosi e spuntini improvvisati, in una sorta di fuga dalla realtà. Cher porta sullo schermo esuberanza, Ryder una nervosa intensità, mentre una giovanissima Christina Ricci interpreta la sorella minore. Sotto la commedia si nasconde una domanda piuttosto seria: come conciliare la libertà di una madre con il bisogno di sicurezza dei figli.
Il terzo titolo è Zakręcony piątek, del 2003, un film in cui uno scambio di corpi trasforma una lite familiare in un'esperienza condivisa. Tess è una terapeuta che si prepara al matrimonio, mentre la figlia Anna suona in una band e ritiene che la madre non la capisca affatto. Quando i loro corpi si scambiano, ciascuna deve vivere la giornata secondo le regole dell'altra. Jamie Lee Curtis, nel corpo di un'adolescente, e Lindsay Lohan, intrappolata in quello di una madre sul banco di scuola, hanno un ampio spazio per l'umorismo. È proprio a scuola che Tess scopre come i problemi di Anna non siano esagerati, mentre la figlia comprende il peso delle responsabilità adulte. Sotto la nostalgia per il pop chitarristico e la moda dei primi anni Duemila emerge un'idea semplice e ancora attuale: ci si capisce meglio quando si smette di considerare le faccende altrui come meno importanti delle proprie.
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