Il cuoio capelluto diventa il nuovo fronte della cosiddetta «skinificazione», la tendenza che porta nella cura dei capelli la logica della skincare. A confermarlo è l'arrivo negli Stati Uniti di marchi coreani specializzati nella cura dello scalp, come Dr.Forhair. Tra i volti di questo approccio c'è Christina Kim, estetista professionista specializzata in cura della pelle e dello scalp di ispirazione coreana, che fa da esperta residente del marchio e gestisce Dupï Studio, un salone tra New Jersey e New York aperto nel 2023 con trattamenti olistici coreani. In coreano «dupï» significa proprio «scalp».
Nel suo salone Kim propone i cosiddetti scalp facial, trattamenti basati sulla cura dei linfatici e della fascia, pensati per rilasciare le tensioni, stimolare la circolazione e riequilibrare il cuoio capelluto. La sua specializzazione nasce da un'esperienza personale: dopo tre gravidanze ha affrontato caduta dei capelli, emicranie ormonali e problemi della pelle, senza trovare risposte nei trattamenti convenzionali. Da qui l'idea di considerare lo scalp non come un semplice prolungamento del capello, ma come ciò che è davvero, cioè una barriera cutanea.
Sulla frequenza dei lavaggi Kim non propone una regola unica. Chi ha il cuoio capelluto secco o soffre di forfora e dermatite seborroica dovrebbe lavare i capelli al massimo ogni due o tre giorni. Chi ha una cute più grassa, si allena ogni giorno o usa shampoo secco dovrebbe lavarli almeno una volta al giorno. In generale, come scelta prudente, indica un intervallo di uno-tre giorni e sconsiglia di spingersi fino a una settimana.
Tra i problemi più frequenti che Kim osserva nel suo salone c'è la disidratazione dello scalp, spesso causata dal fatto che si tende a rimuovere sebo e impurità senza mai reintegrare. Vede anche molto squilibrio e un diradamento dei capelli che riguarda sempre più persone giovani, con perdita di densità su tempie e corona. Tra le soluzioni, oltre alle prescrizioni mediche come il minoxidil, assunto per via topica o orale, indica i trattamenti di scalp facial e una cura domiciliare adeguata.
Per la routine quotidiana Kim consiglia uno strumento per la stimolazione, come un pettine o un gua sha, perché lo stimolo favorisce la circolazione e, di conseguenza, la nuova crescita. A questo abbinerebbe un siero o una lozione spray da applicare ogni giorno, idealmente al mattino e alla sera. Se il tempo manca, suggerisce di tenere il prodotto vicino allo spazzolino e di usarlo almeno una volta al giorno, prima di andare a letto.
Tra i fraintendimenti più diffusi c'è quello dell'«hair training», cioè allungare gli intervalli tra un lavaggio e l'altro per «educare» lo scalp a produrre meno sebo. La pratica si è diffusa durante i lockdown legati al Covid-19, ma secondo Kim è dannosa: il sebo continua ad accumularsi e l'infiammazione che ne deriva è tra le cause principali di diradamento, caduta e forfora. Altro errore frequente è pensare che basti shampoo, risciacquo e balsamo sulle lunghezze, trascurando la barriera cutanea dello scalp.
Infine, la regola da infrangere: dormire con i capelli bagnati. Kim considera accettabile lasciare asciugare all'aria le lunghezze medie e le punte leggermente umide, ma sostiene che il cuoio capelluto debba asciugarsi completamente. Chi va a letto con la cute bagnata, spiega, dovrebbe poi chiedersi perché i capelli restano unti nonostante i lavaggi frequenti: la risposta, secondo lei, sta quasi sempre nello stato della barriera dello scalp.
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