Una sauna può avere tutto il calore necessario e lasciare comunque le persone senza un luogo confortevole in cui fermarsi. È partendo da questa considerazione pratica che lo studio Guča arch. ha progettato Sauna Zaježová, un piccolo edificio realizzato nel giardino del Centro educativo Zaježová, a Pliešovce, nella Slovacchia centrale. Secondo gli architetti, la sauna preesistente nel centro non era abbastanza confortevole, e il nuovo intervento ha voluto dare uno spazio autonomo al cambio d'abito, al raffreddamento e al riposo.
Completato nel 2025, l'edificio occupa circa 25 metri quadrati. La sua struttura portante in legno poggia su fondamenta in calcestruzzo, che sollevano il corpo dell'edificio sopra il terreno in pendenza. In questo modo si evitano ampi lavori di movimento terra. È una scelta semplice e convincente: un rifugio pensato per dialogare con il paesaggio non deve prima riorganizzare l'intero versante. Il terreno prosegue sotto l'edificio, e l'architettura si occupa di far funzionare i diversi livelli.
L'ispirazione per il rivestimento esterno viene dalla vita quotidiana delle campagne slovacche, dove le cataste di legname lasciate ad asciugare all'aria aperta diventano un riferimento visivo. Le fessure tra le assi e la copertura leggera in metallo permettono all'aria di circolare, mantenendo la pioggia all'esterno. Guča arch. ha tradotto questa logica nella facciata e nel tetto della sauna. Il riferimento risulta credibile proprio perché appartiene al luogo e non sembra importato da una brochure di resort di lusso.
Il carattere architettonico dell'edificio nasce dalla costruzione stessa. I telai ripetuti in legno di larice restano visibili all'esterno e danno profondità e un ritmo leggibile alla facciata. I pannelli si inseriscono tra i telai, mentre grandi tavole di abete finiscono l'interno e contribuiscono anche a irrigidire la struttura. Gli architetti hanno seguito un processo diretto di progettazione e costruzione, mantenendo il progetto strettamente legato alla sua esecuzione.
All'interno, la pianta si divide in tre spazi principali. Una piattaforma in legno conduce il visitatore in un vestibolo centrale, che funziona sia come area per cambiarsi sia come snodo di collegamento. La sala della sauna, compatta, occupa la parte inferiore, mentre lo spazio più ampio per il riposo si trova più in alto e si apre verso gli alberi attraverso un'ampia vetrata. Le proporzioni sono calibrate con attenzione: una stanza raccolta per il calore e uno spazio più grande e con una vista più lunga per il tempo dedicato al recupero dopo il bagno.
La scelta di riservare alla zona di riposo una quota così generosa dell'esperienza è forse il dettaglio più significativo. In un edificio così piccolo, dare spazio alla sosta significa riconoscere che stare seduti in silenzio dopo il calore merita più di una panca essenziale accostata all'ingresso. La vista sul bosco dà a questa pausa un punto di attenzione, e la stanza ha uno scopo anche quando non si sta facendo nulla.
Di fronte all'ingresso, una terrazza esterna ospita una vasca per il raffreddamento e guarda verso il bosco. L'edificio allungato separa inoltre gli spazi più pubblici del centro da questo lato più tranquillo, e la sua stessa sagoma crea un certo grado di riservatezza. Il raffreddamento all'aperto diventa così parte di una sequenza collegata, in cui lo spogliatoio mette in comunicazione la sala calda, lo spazio di riposo e la terrazza, invece di trattare ciascuno come un servizio isolato.
Il progetto non è però un modello da copiare nel giardino di casa. La sua forma nasce da quel pendio, dal frutteto e dal bosco confinanti, e da un centro educativo orientato all'ecologia e alla crescita personale. L'idea trasferibile è più sobria e più utile: stabilire come le persone si muoveranno in uno spazio prima di farsi distrarre da quanto impressionante possa apparire l'esterno.
C'è infine una nota pratica. La descrizione del progetto prevede di destinare la vecchia sauna a deposito di legna da ardere. Un edificio ispirato alla essiccazione del legname acquista così un vero deposito di legna nelle vicinanze, senza che la struttura preesistente debba scomparire. Il pregio del progetto sta nelle decisioni di questa misura: spazio sufficiente per riposare, un bordo esterno riparato e un versante che non deve diventare una piazzola edificabile.
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