A Parigi, nel cuore dell'XI arrondissement, ha aperto Le Poisson Volant: un ristorante che con il passare delle ore si trasforma in un club notturno. Il locale, al numero 5–7 di rue Marguerite-Moret, occupa gli spazi che furono di L'International, storico venue musicale, e porta la firma dello studio di architettura d'interni Claves. L'inaugurazione è avvenuta il 2 ottobre e l'idea è quella di un ambiente che cambia pelle senza bisogno di riconfigurazioni fisiche, affidando alla luce e al suono il compito di scandire il passaggio dalla cena al ballo.

Il progetto nasce da Bertrand Chauveau e Paul Henri, fondatori del vicino ristorante Le Cornichon, in collaborazione con lo chef Yanxin Yin. Per trasformare lo spazio su due livelli, il team si è rivolto a Laure Gravier e Soizic Fougeront, fondatrici di Claves, che avevano già firmato gli interni di Le Cornichon. Tra i riferimenti dichiarati c'è il China Chalet, il ristorante cinese del Financial District di New York diventato un noto punto di ritrovo notturno, ma l'immaginario attinge anche al cinema di Wong Kar-wai, ai suoi colori saturi e alle sue stanze chiuse dove gli specchi catturano frammenti di luce.

L'interno di Le Poisson Volant combina geometrie brutaliste e citazioni decorative prese in prestito dai ristoranti cinesi degli anni Ottanta. Claves ha riorganizzato gli ambienti attorno a un nuovo scheletro di colonne e travi che disegna una griglia rigorosa, interrotta da linee sottili e superfici riflettenti. Grandi specchi seguono il ritmo dell'architettura e dilatano lo spazio, facendo sembrare le sale più profonde di quanto siano. Al piano terra, un'ampia bar ovale in acciaio patinato occupa il centro della stanza, circondata da banquette continue e pareti color prugna scuro. La moquette a motivi aggiunge texture, mentre sedie a schienale alto ispirate ai mobili di Charles Rennie Mackintosh introducono una silhouette inattesa contro la pesantezza della struttura.

Motivi geometrici dipinti in argento corrono lungo le pareti e le colonne, richiamando decorazioni cinesi tradizionali e ornamenti Art Déco. I soffitti a griglia luminosa, abbinati agli specchi, contribuiscono a quell'effetto di ambiguità spaziale che Claves descrive come una Shanghai notturna immaginaria, sospesa tra città e decenni diversi. Le superfici scure assorbono la luce, gli specchi ne trattengono frammenti e l'illuminazione rossastra conferisce al locale un carattere misterioso, quasi teatrale, senza mai compromettere la leggibilità dell'impianto architettonico.

La scala che collega i due piani è parte integrante dell'esperienza: un dittico monumentale dell'artista cinese Shuo Hao, commissionato per il locale, accompagna la discesa verso il seminterrato. Qui si trovano la postazione del dj e una sala privata nascosta dietro un acquario pieno di composizioni minerali, ispirato in parte alle installazioni di Pierre Huyghe. L'acquario funziona come una partizione architettonica insolita, i cui contenuti illuminati sono visibili attraverso il vetro, mentre il seminterrato chiuso crea un ambiente sempre più lontano dalla strada.

Il cuore della trasformazione è l'illuminazione, sviluppata con lo studio parigino Matière Noire. Grandi pannelli luminosi integrati nella griglia del soffitto diffondono una luce morbida durante la cena, per poi virare verso un'illuminazione più concentrata e drammatica con il progredire della notte. Il sound design di FLEiK accompagna il passaggio, mentre la musica diventa gradualmente protagonista. Intorno alle 23 Le Poisson Volant entra in modalità club, proseguendo fino al mattino in notti selezionate: le stesse colonne e le stesse pareti specchiate restano al loro posto, ma cambiano aspetto sotto le luci pulsanti. Un approccio interessante all'ospitalità ibrida, che permette all'architettura di accogliere due ritmi molto diversi nella stessa serata.

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Autore

Cibo e viaggi

Luca Pellegrini — cibo e viaggi, Stile Aperto.