Una casa che nasce dall'ordine già presente nel bosco. È Casa Sima, l'abitazione di 150 metri quadrati progettata dallo studio Dosorozco su un pendio boscoso della Sierra de Tapalpa, in Jalisco, con vista panoramica sulle montagne in lontananza. Il progetto si distingue per una palette materica essenziale — legno annerito, murature in pietra e intonaco chiaro — scelta per restituire le texture e i toni dell'ambiente circostante.
La decisione fondativa, raccontata dal direttore creativo Guillermo R Orozco, è stata quella di non abbattere nessun albero esistente. «Casa Sima è partita da qualcosa di molto semplice: il luogo aveva già un suo ordine prima che arrivassimo», spiega il progettista. Una scelta che ha condizionato quasi ogni passaggio successivo: la posizione degli alberi determina la geometria della casa, le viste, le ombre, le terrazze e persino i punti in cui l'edificio tocca il suolo. Da qui la pianta allungata e la disposizione dei volumi squadrati, allineati ai contorni di una radura già esistente, senza scavi né rimozioni.
L'accesso avviene attraverso una passerella a gradoni sollevata dal terreno, che dal piede del pendio conduce ai volumi rettilinei posti in cima. A segnare il passaggio dalla foresta all'abitazione è quello che Orozco definisce un «cortile elevato»: una parete in legno sostenuta da una struttura in acciaio, sospesa sopra il cammino. Il legno è stato trattato con una tecnica locale a base di olio e calore, che rende la superficie resistente agli agenti atmosferici e le conferisce una finitura ruvida e annerita, pensata per confondersi con gli alberi.
«C'è un breve momento in cui non sei più davvero fuori, ma non sei ancora dentro», racconta Orozco. «Percepisci il terreno sotto di te, la struttura intorno e sopra di te, e gli alberi oltre. È sospeso sul terreno, incorniciato dalla struttura e aperto al bosco: funziona quasi come un vestibolo, senza mai diventare una stanza convenzionale».
Gli spazi abitativi sono racchiusi in due volumi rettilinei che si intersecano. Il piano terra ospita un ampio ambiente per soggiorno, pranzo e cucina, affiancato da due pareti in pietra lasciate a vista, completate da soffitti in legno scuro e da pareti interamente vetrate che si aprono su due terrazze distinte: una a livello del suolo verso sud e una sopraelevata verso nord. Sempre al piano terra trovano posto uno studio e un bagno. Al piano superiore, il volume cubico centrale contiene due camere da letto rivestite in legno e intonaco, entrambe con accesso a terrazze sul tetto.
Nonostante la compattezza, l'abitazione restituisce una sensazione di ampiezza. «La casa è compatta, ma dentro non sembra affatto compatta», osserva Orozco. «La rotazione tra i piani, le terrazze, le viste diagonali e il rapporto costante con l'esterno fanno sembrare gli spazi molto più aperti». Un principio che riporta il progetto al suo punto di partenza: la casa non si impone sul bosco, ma ne segue le regole, trasformando alberi, ombre e dislivelli in materiale di progetto.
Casa Sima si inserisce in una stagione particolarmente vivace dell'architettura residenziale messicana, attenta al dialogo tra materia e paesaggio. Ne sono esempi recenti una casa con finitura in calce accanto a un versante boscoso a Cristóbal de las Casas, firmata dallo studio locale Colar, e una casa per le vacanze a Valle de Bravo di Chain + Siman, composta da una fila di volumi a falda. In questo panorama, la scelta di Dosorozco di partire dagli alberi prima ancora che dai muri assume il valore di una piccola dichiarazione di metodo.
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