Chiara Gambirasio torna a Milano con una nuova mostra ospitata da BUILDING, spazio espositivo che continua a distinguersi per la sua programmazione dedicata alla ricerca artistica contemporanea. Il progetto espositivo dell'artista si concentra su due elementi centrali della sua pratica: il colore e i fenomeni atmosferici, utilizzati come strumenti per interrogare la percezione dell'immateriale.
La mostra si inserisce in un percorso che da anni vede Gambirasio esplorare la natura sfuggente della luce e delle sue manifestazioni. Gli arcobaleni, i riflessi, le variazioni cromatiche legate alle condizioni del cielo diventano materia prima di un'indagine che non si limita alla rappresentazione, ma coinvolge lo spettatore in un'esperienza percettiva. L'artista non intende documentare un fenomeno, quanto piuttosto creare le condizioni perché qualcosa di impalpabile possa essere colto, anche solo per un istante.
Il titolo della mostra, che evoca l'idea di inseguire gli arcobaleni, suggerisce un movimento continuo, una tensione verso qualcosa che appare e scompare. Questo inseguimento non è però romantico o nostalgico: è piuttosto un metodo di lavoro che mette in discussione la stabilità dello sguardo e la fiducia che normalmente riponiamo in ciò che vediamo. Il colore, in questo contesto, non è un attributo decorativo, ma un agente attivo che modifica la relazione tra opera, spazio e osservatore.
BUILDING, con la sua architettura essenziale e la sua attenzione alla dimensione esperienziale dell'arte, offre a Gambirasio un contesto coerente con questa ricerca. Lo spazio milanese è noto per ospitare progetti che sfidano le convenzioni espositive tradizionali e che spesso richiedono al pubblico un coinvolgimento diverso dal semplice guardare. La mostra si inserisce quindi in una linea curatoriale che privilegia l'installazione, l'ambiente e la percezione come elementi centrali dell'opera.
La pratica di Chiara Gambirasio si colloca in un territorio di confine tra arte, fenomenologia e studio dei materiali. L'artista lavora spesso con superfici che cambiano aspetto a seconda della luce, con pigmenti che reagiscono all'ambiente e con dispositivi che rendono instabile l'immagine. In questo senso, la sua ricerca dialoga con una tradizione che va dall'arte cinetica alla minimal art, ma la rilegge alla luce di una sensibilità contemporanea, attenta ai processi più che agli oggetti finiti.
La scelta di concentrarsi sui fenomeni atmosferici non è casuale. Pioggia, nebbia, sole, arcobaleni sono eventi che sfuggono al controllo e che ricordano all'osservatore la propria dipendenza da condizioni esterne. Trasferire questa instabilità nello spazio della galleria significa mettere in crisi l'idea che l'opera d'arte sia un oggetto stabile e definitivo. Al contrario, l'opera diventa un evento, qualcosa che accade e che richiede tempo, attenzione e disponibilità a lasciarsi sorprendere.
La mostra da BUILDING rappresenta quindi un'occasione per riflettere su come il colore possa essere usato non per descrivere il mondo, ma per interrogare il modo in cui lo percepiamo. In un momento in cui l'immagine è spesso ridotta a dato, a contenuto da consumare rapidamente, la ricerca di Gambirasio propone un'esperienza che richiede lentezza e presenza. Non si tratta di un invito alla contemplazione passiva, ma di una sollecitazione a mettere in discussione le proprie certezze percettive.
L'appuntamento milanese conferma la vitalità di una scena artistica che trova in spazi come BUILDING un luogo di sperimentazione e di confronto. Per chi segue il lavoro di Chiara Gambirasio, la mostra offre l'opportunità di vedere come la sua ricerca si evolve e si adatta a un contesto specifico, senza perdere la coerenza che la caratterizza. Per chi la incontra per la prima volta, è un'occasione per avvicinarsi a un modo di fare arte che considera la percezione stessa come parte integrante dell'opera.