A Holstebro, in Danimarca, la tecnologia della stampa 3D ha smesso di essere un esperimento ed è diventata una casa. È stato infatti completato Skovsporet, un villaggio composto da 36 appartamenti per studenti realizzati quasi interamente da una stampante robotica. Si tratta di uno dei più grandi progetti abitativi stampati in 3D d'Europa e del mondo, un traguardo che segna il passaggio dalla prototipazione alla produzione su larga scala nel campo dell'edilizia.
Il progetto è stato commissionato da NordVestBO e realizzato da 3DCP Group, con l'architettura firmata da SAGA Space Architects e MS+. La scelta della location non è casuale: il villaggio sorge vicino al VIA University College, creando un vero e proprio quartiere studentesco cresciuto dal terreno, letteralmente. Il nome Skovsporet significa approssimativamente «sentiero nella foresta», e il design riflette questa atmosfera morbida e naturale. Sei edifici bassi, ciascuno con sei appartamenti, si dispongono attorno a cortili condivisi e giardini paesaggistici, mentre percorsi pedonali e parcheggi per biciclette attraversano l'intero sito, dando vita a quel ritmo quotidiano che rende un luogo realmente vissuto e non solo installato.
La scala del progetto è volutamente contenuta: 1.650 metri quadrati distribuiti su 36 unità abitative che vanno dai 39 ai 50 metri quadrati. Ogni appartamento è autonomo e completo, con cucina, zona studio, salotto con divano, bagno con doccia e un vero letto matrimoniale. Tutto ciò che serve a uno studente, senza eccessi. L'architettura non ostenta ambizione, ma la consegna in modo silenzioso, puntando sulla funzionalità e sulla qualità della vita quotidiana.
Dal punto di vista tecnico, le pareti strutturali sono state stampate in loco utilizzando una stampante COBOD BOD3, gestita da un team di tre persone, raggiungendo una precisione millimetrica sull'intera costruzione. Il calcestruzzo utilizzato, chiamato D.fab, contiene FUTURECEM, un cemento a minore impatto ambientale sviluppato da Aalborg Portland, che riduce l'impronta ecologica senza compromettere l'integrità strutturale. La spinta verso la sostenibilità è andata ancora oltre con la rimessa per biciclette, realizzata con elementi stampati in 3D che non contengono cemento, ottenendo una riduzione delle emissioni di CO₂ dell'84% rispetto al calcestruzzo tradizionale. Non è un dettaglio di marketing, ma un vero cambiamento materiale.
«Siamo passati dalla stampa di piccoli prototipi alla creazione di 36 case reali e di un'intera comunità. È questa la scala in cui la tecnologia inizia a contare come strumento serio per l'architettura», ha dichiarato Sebastian Aristotelis, co-fondatore e architetto principale di SAGA Space Architects. La vera sfida tecnica non è stata la riuscita di una singola stampa, ma la capacità di ripetere quel successo 36 volte nell'arco di 12 mesi, mantenendo il controllo del risultato finale.
La costruzione è ora completata e gli studenti sono pronti a trasferirsi. Nel frattempo, 3DCP Group e SAGA stanno già studiando nuove configurazioni di materiali per progetti futuri, considerando Skovsporet non come un punto di arrivo, ma come una base di partenza. Quando un quartiere costruito da robot inizia a sembrare normale, significa che la tecnologia è finalmente maturata.