Quando nel 1982 Jenny Holzer fece apparire i suoi Truisms su un maxischermo elettronico a Times Square, frasi come «PRIVATE PROPERTY CREATED CRIME» o «TORTURE IS BARBARIC» comparvero tra una pubblicità e l'altra, trasformando uno dei più celebri spazi commerciali di New York in un luogo di incontro con il linguaggio. Oggi, a oltre quarant'anni di distanza, l'artista americana torna a interrogarsi sul rapporto tra parole e spazi pubblici con la mostra Wrong Answers al Museo Serralves di Porto, in Portogallo.
L'intervento del 1982 si inseriva nel progetto di arte pubblica Messages to the Public, che concedeva agli artisti l'accesso a una superficie altrimenti destinata alla pubblicità. Holzer utilizzò il linguaggio visivo della réclame — la scala, il movimento e il bagliore del tabellone — ma al posto di un prodotto offriva brevi enunciati spiazzanti. Per pochi secondi, uno spazio progettato per vendere diventava un luogo dove leggere. Il gesto era tanto più efficace quanto più era breve: si poteva cogliere una frase, rifletterci e poi vederla sparire, sostituita dal messaggio commerciale successivo.
Prima di approdare allo schermo elettronico, Holzer aveva già sperimentato a lungo come il linguaggio potesse abitare la città. Dal 1977 aveva affisso i Truisms sui muri di New York su fogli di carta, dichiarazioni anonime e dirette, difficili da classificare: alcune sembravano slogan politici, altre massime di buon senso, minacce o frammenti di argomentazione filosofica. In seguito la serie Living trasferì il testo su targhe di bronzo, conferendo a osservazioni soggettive l'autorità visiva dei marker civici. La carta suggeriva temporaneità e ufficialità, il bronzo permanenza e peso istituzionale.
Il contesto in cui Holzer opera oggi è profondamente mutato. Nel 1982 un grande schermo elettronico era abbastanza insolito da catturare l'attenzione; oggi gli schermi sono parte integrante di edifici, strade, trasporti pubblici e degli smartphone che portiamo in tasca. La pubblicità si è spostata da messaggi broadcast rivolti a tutti verso sistemi che targettizzano gli individui attraverso dati, algoritmi e feed personalizzati. Lo schermo commerciale è diventato parte dell'atmosfera che respiriamo.
Wrong Answers, allestita negli spazi del Serralves, riunisce opere su carta, iscrizioni su pietra, installazioni LED e lavori più recenti che rispondono alla comunicazione politica contemporanea. I lavori creano condizioni di lettura diverse, muovendosi tra la permanenza della pietra e l'instabilità del testo elettronico. In READY FOR YOU (2023–25), il linguaggio politico contemporaneo diventa particolarmente difficile da separare dai sistemi mediatici che lo diffondono. L'opera incorpora materiale legato a Donald Trump insieme a trasformazioni generate dall'intelligenza artificiale, riflettendo un ambiente informativo in cui le dichiarazioni politiche vengono riprodotte, alterate e accelerate all'infinito.
Il problema, oggi, non è più che il linguaggio critico non riesca ad accedere allo schermo, ma che lo schermo è già pieno. Gli schermi non devono più combattere per l'attenzione perché sono ormai intrecciati a quasi ogni parte della vita quotidiana: c'è sempre un'altra immagine, un titolo, una notifica o un messaggio in attesa dietro quello che abbiamo davanti. È anche per questo che l'uso di materiali diversi da parte di Holzer rimane importante. Al Serralves le parole si spostano tra carta, pietra, pittura e LED. Un testo stampato su un foglio ha una presenza diversa da uno inciso nella pietra; un messaggio LED può apparire e sparire prima che si sia avuto il tempo di coglierlo. La mostra rende tangibili queste differenze: ci si avvicina ad alcune opere e se ne oltrepassano altre a distanza, alcune restano impresse, altre svaniscono.
2