La Bibendum Chair compie cento anni ma continua a sembrare appena disegnata. Creata nel 1926 dalla designer irlandese Eileen Gray, la poltrona è diventata un'icona senza tempo del design moderno, capace di attraversare epoche e tendenze senza perdere la sua forza espressiva. A distanza di un secolo, la sua silhouette inconfondibile continua a popolare gli interni contemporanei, dalle case private agli spazi pubblici, confermandosi un oggetto di culto per appassionati e professionisti.

Il segreto della sua longevità risiede in una forma scultorea che unisce curve morbide e proporzioni equilibrate. La struttura è composta da due cilindri orizzontali sovrapposti che formano lo schienale e la seduta, avvolti da un cuscino tubolare. Questo disegno, ispirato alle forme sinuose del personaggio Bibendum, il famoso omino Michelin, fu una risposta ironica e raffinata alle avanguardie dell'epoca. Gray, nota per il suo approccio eclettico e per la capacità di fondere arte e funzionalità, riuscì a creare un pezzo che è al tempo stesso arredo e scultura.

La poltrona fu originariamente concepita per l'appartamento parigino di Juliette Lévy, dove Gray aveva progettato un interno completo all'insegna del lusso discreto. In un'epoca in cui il design moderno muoveva i primi passi, la Bibendum si distinse per l'uso innovativo dei materiali e per la ricerca di comfort. La sua imbottitura generosa e il rivestimento in pelle o tessuto la rendono ancora oggi estremamente accogliente, mentre la base girevole o fissa ne esalta la versatilità.

Nel corso dei decenni, la Bibendum ha attraversato fasi di oblio e riscoperta. Dopo un periodo di relativa dimenticanza, è stata rivalutata a partire dagli anni Settanta, quando il design postmoderno e il collezionismo hanno iniziato a guardare con interesse alle avanguardie storiche. Oggi è prodotta da aziende di alta gamma e continua a essere presentata nelle fiere internazionali, dove attira l'attenzione di architetti e interior designer. La sua presenza in musei come il MoMA di New York e il Victoria and Albert Museum di Londra ne testimonia il valore culturale.

La capacità della Bibendum di adattarsi a contesti diversi è uno dei motivi della sua attualità. In un salotto minimalista, aggiunge un tocco organico e accogliente; in un ambiente più classico, funge da elemento di rottura con la sua linea moderna. La gamma di finiture disponibili, dai colori neutri ai toni più audaci, permette di personalizzarla senza snaturarne l'identità. Non è un caso che molti arredatori la scelgano per progetti residenziali e commerciali, dove la ricerca di un pezzo distintivo è fondamentale.

Il centenario della Bibendum offre l'occasione per riflettere su cosa rende un oggetto di design eterno. Non si tratta solo della forma, ma della capacità di raccontare una storia e di evocare un'epoca. Eileen Gray, con il suo spirito indipendente e la sua visione innovativa, ha lasciato un'eredità che continua a ispirare. La sua poltrona non è mai stata un semplice mobile, ma un manifesto di eleganza funzionale, un equilibrio perfetto tra arte e vita quotidiana.

Oggi, mentre il design contemporaneo cerca nuove strade tra sostenibilità e tecnologia, la Bibendum ricorda che la bellezza senza tempo nasce da un'idea chiara e da una esecuzione impeccabile. A cento anni dalla sua nascita, continua a sedurre con la sua presenza discreta e la sua innata eleganza, pronta ad affrontare un altro secolo senza mostrare il peso degli anni.

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Autore

Design e casa

Alessandro Ruggeri — design e casa, Stile Aperto.