I residenti del complesso Songshan Yulin Yuan di Taipei hanno scelto di affidare la riqualificazione del loro quartiere direttamente allo studio di architettura OMA, senza passare da un promotore immobiliare. Il progetto, ancora in fase di sviluppo, propone un modello alternativo alle torri residenziali standardizzate che solitamente nascono dai processi di rinnovamento urbano guidati dalle logiche di mercato, con l'obiettivo di preservare gli spazi verdi e la vita collettiva del quartiere esistente.

Il quartiere, nato come insediamento pianificato negli anni Sessanta, è caratterizzato da una densità relativamente bassa, edifici interconnessi e abbondante vegetazione. Attraverso numerose conversazioni con i residenti, OMA ha compreso che queste sono proprio le qualità che la comunità desidera mantenere nella nuova architettura. Il progetto arriva in un momento significativo per il patrimonio abitativo di Taipei: oltre il 70 per cento delle case della città ha più di trent'anni e molti edifici costruiti prima del 1974 non rispettano gli standard sismici contemporanei. La politica di rinnovamento urbano per la prevenzione dei disastri, introdotta da Taiwan nel 2024, offre incentivi volumetrici per incoraggiare la ricostruzione delle strutture più vulnerabili.

Il progetto di OMA trasforma l'isolato esistente in due torri residenziali di 24 piani, composte da quattro lastre verticali interconnesse. La massa dell'edificio si articola in volumi scalati e sfalsati, riducendo la scala complessiva dell'intervento e creando aperture tra le diverse parti. Questa configurazione massimizza le facciate esposte a nord e a sud e introduce aperture verticali pensate per portare luce naturale e ventilazione all'interno degli appartamenti. Il disegno risponde inoltre a una tipologia abitativa tipica del quartiere originale, descritta da OMA come una disposizione con «balcone anteriore e posteriore»: i soggiorni e i balconi si affacciano verso l'esterno, mentre una zona living centrale collega il fronte al retro del servizio, dove si trovano cucine, bagni e impianti.

Gli spazi tra e intorno alle lastre residenziali diventano parte centrale della strategia progettuale. Una rete di servizi condivisi si estende attraverso il progetto a diversi livelli, creando collegamenti tra le torri e il quartiere circostante. Al secondo piano, una piattaforma semiaperta si inserisce nella chioma degli alberi e si collega ai parchi pubblici vicini, ospitando attività sportive e ricreative. Il piano terra si apre verso le scuole e la pista pedonale del parco, con una facciata arretrata che incornicia la hall e gli spazi commerciali. Nel sottosuolo, un living room di comunità offre spazi di svago più tranquilli, illuminato da un atrio che mantiene le connessioni visive tra le diverse parti dell'edificio. I giardini pensili sulle sommità delle lastre inferiori offrono viste su Taipei.

«Il nostro obiettivo è aumentare la densità preservando la qualità residenziale attraverso la riorganizzazione di masse, aperture e spazi pubblici, favorendo un senso di identità di quartiere e domesticità raramente visto nei recenti progetti di rinnovamento», spiega Chiaju Lin, project director di OMA a Taiwan. La proposta architettonica non rifiuta in sé le torri, ma mette in discussione l'idea che il rinnovamento debba produrre necessariamente edifici isolati e ripetitivi. Il progetto, ancora in fase di progettazione schematica, rappresenta un esempio del ruolo attivo che i residenti possono assumere nella trasformazione del proprio ambiente di vita.

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Bellezza e benessere

Sara Montini — bellezza e benessere, Stile Aperto.