Un unico grande paesaggio pubblico per ricucire oltre settanta monumenti e siti archeologici. È la scommessa del masterplan Armosi firmato dallo studio di architettura Apostolopoulos Tasoulis, primo classificato al concorso pubblico per l'unificazione dei siti archeologici e dei monumenti di Salonicco, in Grecia. Il progetto adotta un approccio ispirato alla nozione di Historic Urban Landscape promossa dall'UNESCO e trasforma la stratificazione storica della città — romana, bizantina, ottomana, ebraica e moderna — in una rete urbana espandibile, pensata per essere attraversata quotidianamente.
Il quadro di riferimento si sviluppa lungo l'asse di via Egnatia, storica arteria est-ovest, e lungo la sua intersezione con via Aristotelous. Qui il disegno urbano non si limita a mettere in sicurezza le rovine, ma le integra in un sistema continuo di spazi pubblici. Il principio guida è la leggibilità: un toolkit progettuale unificato, fatto di superfici pavimentate chiare e neutre, illuminazione standardizzata, segnaletica coordinata e arredi urbani discreti, riduce la complessità visiva senza cancellare le differenze tra i luoghi. I confini dei siti vengono ridefiniti attraverso strutture interrate, nuovi punti di accesso pubblico e recinzioni leggere, mentre interventi mirati ripristinano la continuità dell'asse imperiale presso la Rotonda e il complesso galeriano e introducono un nuovo ingresso assiale al Foro Romano.
Il movimento pedonale e la resilienza climatica sono i veri protagonisti del piano terra. La vegetazione esistente viene ampliata in corridoi verdi continui, collegati alla rete metropolitana e al trasporto pubblico, per creare percorsi a traffico calmierato in cui la stratificazione storica di Salonicco diventa parte attiva della mobilità urbana quotidiana. Non si tratta quindi di una semplice pedonalizzazione, ma di una infrastruttura verde e pedonale che collega archeologia, trasporti e vita di quartiere.
Tra gli interventi più significativi figurano la Rotonda, attorno alla quale nasce una nuova piazza pubblica, e il complesso galeriano, una sequenza di siti archeologici interconnessi che ripristina l'antico asse imperiale. A questi si aggiungono piazza Dikastirion, con il nuovo accesso al Foro Romano, e Alatza Imaret, dove un rinnovato spazio pubblico valorizza la presenza del monumento ottomano. Il Foro Romano viene così riconnesso alla città contemporanea, mentre l'Arco di Galerio e la Rotonda tornano a dialogare lungo l'asse imperiale ritrovato.
Il progetto è frutto di un lavoro corale. Il concorso è stato organizzato da Anaplasi consulting engineers SA, con il Ministero della Cultura e il Comune di Salonicco come partner istituzionali. Il team di Apostolopoulos Tasoulis ha coinvolto figure e studi specializzati: Dimitra Koutroumba, Giorgos Mertzanidis e Lefteris Stergiou per la documentazione architettonica; Natalia Boura, Vasiliki Papargyri, Evi Mimikou, Fotis Sagonas ed Eleanna Roussou nel gruppo di architettura; Bethlehem Hastaoglou-Martinidis, Katerina Christoforaki e Polina Prentou per l'urbanistica; Studio Soma e Alana Espacio per il paesaggio; VM Consulting per traffico e sicurezza stradale; PPA Structure per l'ingegneria strutturale; Melcon Engineering per l'ingegneria meccanica; Transsolar con Christian Frenzel e Dimitris Tremos per il design climatico e ambientale; Dimitra Sikalidou ed Eleftheria Kyriakopoulou per archeologia e patrimonio culturale; Eleni-Antigoni Folina e Archontoula Sakellariou per agronomia e silvicoltura.
Il risultato è un modello di città storica che non si difende dalla contemporaneità, ma la assorbe. La pavimentazione chiara e continua diventa lo sfondo neutro su cui emergono le tracce del passato, mentre la nuova rete di percorsi pedonali e verdi collega monumenti, fermate del metro e spazi quotidiani. Salonicco si offre così come un laboratorio urbano in cui la stratificazione storica non è un vincolo da recintare, ma il tessuto stesso della mobilità e della vita pubblica.
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