Un progetto nato per sperimentazione tecnica ha dimostrato che una scheda di sviluppo economica può trasformarsi in un piccolo computer dal sapore vintage. Il protagonista è il Tang Nano 9K, una scheda FPGA che si trova in commercio per circa 15 dollari. L'autore, indicato con il nome ThePartsBin, ha lavorato su questo hardware fino a configurarlo come una macchina in stile retrò, con risultati che hanno attirato l'attenzione di chi segue il mondo del design elettronico e dell'artigianato digitale.

Il cuore della scheda è il chip Gowin GW1NR-9C, che dispone di 8.640 LUT, le unità logiche programmabili che un FPGA utilizza per realizzare circuiti personalizzati. Una risorsa non enorme, ma sufficiente a far funzionare una CPU RISC-V a 36 MHz. A completare il sistema ci sono 8 MB di RAM, uscita HDMI, uscita audio stereo a 48 kHz, due porte USB e un lettore di schede SD. Insieme, questi elementi compongono una macchina in grado di eseguire un ampio repertorio di giochi degli anni Novanta.

Tra i titoli portati sulla piattaforma figurano Doom, Tyrian, System Shock e Ultima VII. Secondo la descrizione del progetto, tutti girano a una velocità giocabile con una risoluzione di 720 x 480 pixel. Il resoconto del lavoro spiega nel dettaglio che cosa è stato necessario per implementare questi classici su un hardware così limitato, e chiarisce che sono stati fatti numerosi compromessi lungo la strada. È proprio questa la sfida ingegneristica che rende il progetto interessante: adattare software pensato per macchine di un'altra epoca a risorse molto ridotte.

Chi cerca semplicemente di giocare ai vecchi titoli, però, non troverà in questa soluzione il modo più rapido o più economico. Gli stessi giochi possono essere eseguiti tramite emulazione sul computer che si usa normalmente. Il valore del progetto sta altrove. Per chi si avvicina per la prima volta a una scheda FPGA, esperienze come questa offrono un percorso di apprendimento concreto e utile, perché mostrano come l'hardware programmabile possa essere piegato a usi inattesi.

Il tema della progettazione intelligente di oggetti quotidiani trova un parallelo nel lavoro di Münire Çalışır, designer che ha sviluppo NUO, un set composto da coltello e tagliere. Il progetto, nato come lavoro di tesi presso la Burg Giebichenstein University of Art and Design di Halle, parte da un'osservazione semplice: quando si tritano erbe aromatiche, le foglie tendono a disperdersi sul piano di lavoro. Il tagliere in legno di frassino presenta una superficie leggermente incavata che raccoglie gli ingredienti e accompagna il movimento a dondolo della lama, mentre il coltello, ricavato da una lamina di acciaio inox tagliata a getto d'acqua e poi stampata a pressione, integra manico e lama in un unico elemento.

Secondo la descrizione del progetto, il raggio della lama favorisce un movimento naturale e il peso del coltello riduce lo sforzo necessario per tagliare. Si tratta di intenzioni progettuali, non di benefici verificati nell'uso quotidiano. Anche per NUO, il valore dell'oggetto è nella relazione tra due elementi comuni, più che nell'aggiunta di un nuovo gadget da riporre in cucina. La presa, osservano le immagini di prodotto, si sviluppa attraverso l'apertura sotto l'impugnatura, con il pollice appoggiato sulla parte superiore. Resta però aperta la questione di come il manico metallico si comporti con le mani bagnate o in sessioni di preparazione lunghe.

In entrambi i casi, il filo conduttore è la cura per il modo in cui un oggetto viene davvero usato. Un'opera di elettronica sperimentale e un coltello da cucina pensato come scultura raccontano, da angolazioni diverse, la stessa attenzione al dettaglio funzionale e alla resa estetica.

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Autore

Moda e tendenze

Chiara Vitale — moda e tendenze, Stile Aperto.