Scegliere una sedia per la conversazione o per una serata con un libro sembra spesso richiedere due acquisti diversi. Una chiede di stare seduti dritti, l'altra invita ad affondare. In un soggiorno che non ha spazio per entrambe, la sedia a forbice offre un compromesso interessante: un solo pezzo che cambia postura mantenendo l'aspetto di una comune poltrona imbottita.

Prodotta dall'azienda tedesca Wilhelm Knoll, questa creazione di gusto mid-century deve il suo nome alla geometria di base. Secondo la descrizione di un antiquario specializzato in vintage, sollevando i braccioli le gambe incrociate si aprono, e la seduta passa da una configurazione più alta e verticale a una posizione più bassa e rilassata. Il designer resta sconosciuto, mentre il problema che il pezzo affronta è di quelli familiari: come avere due sedute in una.

Ciò che colpisce è che a cambiare non è soltanto lo schienale, come accade in molte poltrone reclinabili, ma l'assetto dell'intera struttura. Le gambe di legno, oltre a definire la silhouette, partecipano attivamente alla regolazione. Nelle fotografie di un esemplare rivestito in tessuto crema, i sottili braccioli in legno disegnano una forma aperta attorno a seduta e schienale, lasciando spazio tra imbottitura e pavimento e mantenendo le gambe visivamente separate da una base ingombrante. In posizione alta la poltrona appare composta; abbassata, i supporti incrociati diventano più evidenti e la seduta assume un'inclinazione all'indietro.

La differenza di altezza è sostanziale. Un antiquario indica per un esemplare altezze della seduta di 45 e 36 centimetri, circa 18 e 14 pollici, cioè una differenza di circa otto centimetri. Si tratta di misure fornite dal venditore per un pezzo d'epoca e non di una specifica universale, ma bastano a spiegare perché le due posizioni risultino nettamente diverse nel rapporto con il pavimento e con gli altri mobili.

Sotto la seduta, il meccanismo è decisamente più complesso di quanto lasci intuire la silhouette. La fotografia dal basso di un antiquario mostra bielle metalliche incernierate, staffe e una molla elicoidale inserita tra i supporti in legno. La separazione tra parte meccanica e rivestimento ha una logica progettuale: l'assemblaggio opera sotto la seduta imbottita senza condizionare l'aspetto delle superfici visibili. Una sedia non ha bisogno di sembrare un'attrezzatura da officina per avere parti in movimento.

Per un soggiorno di dimensioni contenute, il vantaggio sta nella flessibilità più che in un miracoloso recupero di metri quadrati. Una sedia che cambia postura necessita comunque di spazio libero intorno, soprattutto quando la sua altezza varia. Il beneficio più convincente è avere un unico posto a sedere adatto tanto alla conversazione quanto al relax. È una promessa modesta, ma utile: preferibile a due opzioni chiaramente distinte piuttosto che a una trasformazione elaborata senza uno scopo evidente.

Il nome Knoll merita attenzione. Wilhelm Knoll era un'azienda tedesca le cui origini risalgono a una pelletteria di Stoccarda fondata nel 1865. Non va confusa con la statunitense Knoll, fondata da Hans Knoll nel 1938, sebbene le due imprese condividano una storia familiare. Gli antiquari datano gli esemplari di sedia a forbice agli anni Cinquanta. Tenere distinti il marchio produttore e il designer rimasto anonimo è importante, soprattutto per un oggetto il cui meccanismo merita più attenzione del solo cognome celebre.

Le fotografie, naturalmente, non dicono quanto sia fluido il movimento di un esemplare sopravvissuto o quanto sia confortevole dopo un'ora di utilizzo. Per una poltrona d'epoca con meccanismo mobile, sarebbe opportuno vedere il funzionamento dal vivo e verificarne lo stato di conservazione prima dell'acquisto. Questa cautela pratica non ridimensiona l'idea: la sedia a forbice colpisce per la specificità del suo ingegno. Si sollevano i braccioli, si modifica l'assetto e ci si accomoda in una posizione diversa. Una casa non ha sempre bisogno di un'altra sedia; a volte basta che quella già presente offra un modo nuovo di sedersi.

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Autore

Cibo e viaggi

Luca Pellegrini — cibo e viaggi, Stile Aperto.