Un ex bagno per operai delle Ferrovie Federali Svizzere (SBB) a Zurigo diventa il palcoscenico di una mostra collettiva che mette in discussione il rapporto tra oggetti di design e contesto. «Dislocated Utility_Objects out of Place», curata da Paulina Reséndiz e Natascha Madeiski, è presentata durante le Zurich Design Weeks 2026 e riunisce 25 tra artisti, designer e artigiani. L'esposizione esplora lo spazio tra design, arte e artigianato attraverso pratiche materiali diverse, spostando gli oggetti dal loro ambiente abituale per osservare come la collocazione ne influenzi la percezione.

Lo spazio espositivo non è una sala neutra, ma un edificio con una storia precisa. Il bagno fu costruito per i lavoratori delle SBB e le loro famiglie, che non disponevano di bagni privati nelle proprie abitazioni. La struttura originale è ancora visibile: cabine individuali, aree di lavaggio, piastrelle e sanitari fanno parte integrante dell'allestimento. Le opere non sono collocate in un ambiente asettico, ma direttamente dentro l'architettura esistente, lasciando che la storia dell'edificio, la sua funzione originaria e le tracce d'uso ne condizionino la presentazione.

La mostra riunisce arredi, illuminazione, ceramiche, vetro, tessuti e altre pratiche legate all'oggetto. Accostando lavori con rapporti diversi rispetto a funzione, produzione e materialità, «Dislocated Utility_Objects out of Place» crea connessioni tra categorie del design tradizionalmente separate. Spostando gli oggetti fuori dal loro contesto abituale, l'esposizione indaga come l'ambiente influenzi la percezione di utilità, materiale e forma. Il vecchio bagno diventa così sia lo spazio espositivo sia la cornice visiva e materica della mostra, mettendo gli oggetti contemporanei in relazione diretta con un'architettura plasmata dall'uso quotidiano.

Tra i partecipanti figurano Alejandra Perini, Ana Drucker, Anna Zimmermann, Andrea Roman, Arché Studio, Arjan Van Dal, Attua Aparicio, Confectdissect, Celia Längle, Charles O. Job, Dimitri Bähler, Frédéric Dedelley, Gabi Deutsch, Georg Foster, Gini Moynier, Hanya Leo, Iris Schwarz, Jochen Holz, Laurin Schaub, Monika Schori, Pierre Bögli, Rita Zurbrügg, Robert Wettstein e il duo Thea Kuta & GRRR. Le loro opere spaziano da strutture in metallo a lampade in porcellana, da tappeti da bagno a lampade al neon installate in una vasca, fino a calici, piedistalli e scatole. Ogni pezzo entra in dialogo con gli spazi originari, dalle cabine alle vasche, senza nascondere le tracce del passato.

L'evento è sostenuto dalla Vitra Design Stiftung e ha come partner FREITAG, Deux Frères, ViCAFE, VIVI e L'Eau Water. La mostra si tiene nel Waschraum dell'ex struttura SBB a Zurigo dal 17 al 27 settembre 2026. Le immagini dell'allestimento sono firmate dal fotografo Lorenz Cugini. L'iniziativa si inserisce nel programma delle Zurich Design Weeks 2026, un appuntamento che ogni anno porta la progettazione contemporanea in luoghi insoliti della città.

La scelta di esporre in un ex bagno operaio non è solo una curiosità logistica. Interroga il modo in cui il design viene normalmente presentato, spesso in ambienti neutrali che isolano gli oggetti dal loro contesto. Qui, al contrario, l'architettura parla: le piastrelle, le cabine e i sanitari ricordano un'epoca in cui la cura del corpo era un fatto collettivo e non privato. Gli oggetti contemporanei, con la loro materialità e le loro funzioni, si confrontano con questa memoria, creando un cortocircuito tra passato e presente. Il risultato è un percorso espositivo che invita a riflettere su come il luogo in cui vediamo un oggetto ne cambi il significato, e su quanto del design nasca proprio dal rapporto con lo spazio che lo accoglie.

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Autore

Design e casa

Alessandro Ruggeri — design e casa, Stile Aperto.