Un solo pezzo di ferramenta al posto dell'intero sacchetto di viti, tasselli e staffe che accompagna normalmente i mobili da montare. Si chiama Holy Moly ed è un connettore a forma di quadrifoglio ideato dal designer Liam de la Bedoyere che, a seconda di dove viene avvitato, si trasforma in pomello, piedino, cerniera o supporto per mensola. Una soluzione che riduce a un unico componente la dotazione hardware di un armadio, cambiando il modo in cui il mobile viene assemblato e, soprattutto, vissuto nel tempo.

Il cuore del progetto è la forma stessa del connettore. Il pezzo si divide in due metà che si incastrano tra loro: il cappuccio a quadrifoglio riporta la scritta «HOLY» sui quattro petali, mentre lo stelo cilindrico sottostante legge «MOLY» sulla faccia piatta. Separando le due parti il gioco di parole diventa evidente; avvitandole insieme, l'allusione scompare e resta un elemento funzionale. Il nome del progetto è quindi inciso direttamente nella plastica, non stampato su una confezione, e diventa parte integrante dell'oggetto.

La vera innovazione sta però nel corpo del mobile. Ogni superficie visibile dell'armadio Holy Moly è un pannello in acciaio forato, con una griglia di fori fitta e regolare, più simile a una parete attrezzata da officina che alla parete di un mobile tradizionale. Questa scelta trasforma l'intera struttura in una superficie di montaggio continua: lo stesso connettore può essere avvitato in qualsiasi foro, a seconda di dove devono trovarsi un ripiano, un piede o un'anta. La posizione dei componenti non è più decisa in fabbrica, ma al momento del montaggio e, se necessario, anche in seguito.

Grazie a questa logica, il mobile si adatta a esigenze diverse senza richiedere pezzi aggiuntivi. Appoggiato sui suoi quattro connettori, l'armadio diventa un cubo compatto, poco più grande di un comodino, con il pomello dell'anta montato a filo del pannello frontale e lo spazio sufficiente sotto la base per far passare l'aria. Sovrapponendo un secondo cubo e collegandolo con gli stessi connettori lungo la giunzione, l'unità raddoppia in altezza senza bisogno di una versione più alta con ferramenta dedicata. Ingrandire il mobile significa riordinare gli stessi componenti, non riprogettare l'arredo.

Lo stesso principio vale per il ripiano interno, che si blocca nella fila di fori più adatta all'altezza di ciò che deve contenere, che si tratti di una pila di libri o di un oggetto più alto che richiede spazio libero sotto. Poiché il pannello forato è la superficie di montaggio ovunque, il ripiano può essere spostato in un secondo momento senza praticare nuovi fori né acquistare una staffa diversa. La foratura non serve solo ad ancorare i connettori: un paio di cuffie può essere agganciato direttamente ai fori vicino al pannello frontale, senza accessori aggiuntivi, trattando la pelle del mobile come una superficie pensata per appendere, proprio come una parete forata in garage trattiene gli attrezzi. Una funzione che la maggior parte dei mobili non offre, perché un frontale chiuso non ha appigli.

Ridurre tutta la ferramenta di un armadio a varianti di un unico connettore non è soltanto una scorciatoia produttiva. Cambia il modo in cui il mobile invecchia in casa: un piedino incrinato o un pomello consumato possono essere sostituiti con lo stesso pezzo conservato in un cassetto, invece di cercare una staffa fuori produzione di un modello abbandonato da anni. È una riflessione sul design che guarda alla durata e alla riparabilità, non solo all'estetica del montaggio.

Autore

Bellezza e benessere

Sara Montini — bellezza e benessere, Stile Aperto.