Guglie svettanti, vetrate colorate, tetti decorati: eppure, a rendere memorabile un edificio antico, spesso basta un volto di pietra. Gargoyle e grottesche, con il loro fascino volutamente brutto, sono da secoli uno dei modi più efficaci con cui gli architetti hanno fatto spiccare le proprie opere dal resto, invitando chi passa a fermarsi e riflettere. La maggior parte di queste creature segue uno stile simile, con tratti del corpo, espressioni e pose riconoscibili, ma in giro per il mondo ce ne sono alcune davvero fuori dal comune: a volte familiari, a volte bizzarre, sempre degne di un'occhiata più attenta.

Prima di tutto una distinzione. Entrambe sono figure scolpite nella pietra e applicate agli edifici, ma i gargoyle hanno anche una funzione pratica, perché fungono da bocche di scarico che allontanano l'acqua piovana dalla facciata, mentre le grottesche sono puramente decorative. Tra gli esempi più curiosi c'è quello della cattedrale nazionale di Washington, la più grande degli Stati Uniti e la sesta al mondo per dimensioni. Il suo primato meno evidente è una piccola scultura di Darth Vader tra le guglie. Durante i lavori di costruzione degli anni Ottanta fu indetto un concorso tra gli scolari, e questo celebre cattivo si piazzò al terzo posto, guadagnandosi un posto sull'esterno. Per vederlo al meglio conviene recarsi nel parcheggio a nord-ovest: il Signore Oscuro si trova appena sopra un grande teschio, vicino alla cima della torre nord-ovest.

Spostandosi a Kyiv, in Ucraina, si incontra la casa con chimere, progettata dall'architetto polacco-ucraino Vladislav Gorodetsky, definito «il Gaudí dell'Ucraina». L'edificio doveva essere la sua residenza permanente, ma fu costretto a lasciarlo quando le finanze si esaurirono. Si trova nel quartiere storico di Lypky, proprio di fronte all'ufficio del presidente ucraino, ed è utilizzato per cerimonie diplomatiche dal 2005. I suoi gargoyle e le sue grottesche si ispirano alla passione di Gorodetsky per la caccia, e all'interno sono presenti esemplari imbalsamati di molti degli stessi animali raffigurati all'esterno.

Ad Amersfoort, nei Paesi Bassi, l'architetto Changiz Tehrani ha firmato un edificio a uso misto con 22 volti ispirati alle emoji di WhatsApp, che osservano i passanti: ci sono il sorriso, l'occhiolino, gli occhi a cuore, il bacio e la faccina con la lingua fuori, tutti tra i preferiti del pubblico. Tehrani ha tratto ispirazione da un edificio di Amsterdam chiamato «La casa delle teste», che riproduce i volti di sei dei dei greci.

A Carlisle, in Inghilterra, la memoria di un agente morto in servizio è affidata a una scultura sulla parete esterna meridionale della cattedrale, discretamente collocata accanto alle grottesche medievali. La figura in pietra del costabile George Russell indossa elmetto e distintivo a stella, a testimonianza di una vita dedicata al servizio e alla sicurezza. Russell è sepolto a Carlisle ed è ricordato anche da una targa nella stazione ferroviaria di Oxenholme, nel distretto dei Laghi.

Il Duomo di Firenze nasconde invece parecchi dettagli facili da perdere, tra cui una testa di toro in pietra rivolta verso via Ricasoli, proprio sopra la Porta della mandorla, la porta che conduce alla grande cupola. Esistono due spiegazioni sulla sua origine. Secondo la prima, è un omaggio dei costruttori agli animali da tiro impiegati nella realizzazione della cattedrale. La seconda, decisamente più divertente, sostiene che uno scalpellino avesse orientato il toro in modo da guardare dritto nel negozio del marito della sua fidanzata, come promemoria quotidiano di chi amasse davvero.

A Newcastle upon Tyne, sul retro della cattedrale di Saint Nicholas, siede da oltre un secolo un coniglio deforme di cui nessuno sa spiegare con certezza il motivo né la storia. Per alcuni rappresenta l'arrivo della primavera, alla maniera del coniglio pasquale; altri sostengono che sia stato collocato per allontanare i predatori di tombe; altri ancora pensano che dovesse essere un coniglio normale, ma che le orecchie siano state messe al contrario per errore.

Nel 1993, durante i restauri dell'abbazia di Paisley, in Scozia, furono rimossi tredici gargoyle e sostituiti con versioni aggiornate. Uno degli scalpellini impegnati nel lavoro si prese però qualche libertà creativa: il suo contributo sulla facciata ricorda in modo impressionante lo Xenomorfo di H.R. Giger, della saga di «Alien». Non è mai stato confermato se fosse la sua intenzione o una felice coincidenza.

Infine, a Oak Park, sobborgo tranquillo di Chicago, l'architetto E.E. Roberts progettò numerose case in stili che andavano dal vittoriano al Tudor fino alla Prairie School. Il suo edificio più fantasioso, Park Grove Manor, è decorato con gargoyle e grottesche dai volti paffuti e giocosi. Sopra gli ingressi di servizio ci sono sculture che raffigurano un architetto e un muratore, entrambi dall'aspetto volutamente caricaturale. Forse, in età avanzata, Roberts aveva iniziato a prendersi meno sul serio, deridendo con allegria le pretese dell'architettura moderna.

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Cibo e viaggi

Luca Pellegrini — cibo e viaggi, Stile Aperto.