Lo studio giapponese Yano Aoyama Architecture Design ha completato l'Onodatesho Pavilion, la struttura cerimoniale realizzata per la Festa nazionale della piantumazione degli alberi, l'evento annuale dedicato alla valorizzazione e alla preservazione delle foreste che si tiene in Giappone dal 1950. Il padiglione, situato nella prefettura di Ehime, ha ospitato l'Imperatore e l'Imperatrice durante la giornata di celebrazioni, proseguendo una tradizione che da oltre settant'anni affida a un'architettura temporanea il compito di rappresentare il legame tra il Paese e il suo patrimonio boschivo.

La struttura è stata concepita utilizzando pannelli in legno lamellare incrociato (CLT) di cedro e cipresso provenienti dalle foreste locali. I pannelli principali, tra i più grandi trasportabili in Giappone con dimensioni di 12 per 2,3 metri, sono stati mantenuti in gran parte integri. La forma del padiglione non deriva da estesi tagli ma da sei operazioni geometriche — inclinazione, rotazione, pendenza, rastremazione, spostamento e taglio — coordinate attraverso un unico dettaglio di giunzione ripetuto in tutta la struttura. Il risultato è un insieme di tre piani asimmetrici che ruotano attorno a un asse immaginario, posizionati secondo le linee di vista cerimoniali e le esigenze di protezione solare.

Una delle principali masse lignee si inclina di dieci gradi verso il pubblico, richiamando il profilo del vicino Monte Ishizuchi ed è sostenuta da sottili aste in acciaio. La disposizione dei piani riflette il tema della rinascita scelto per l'edizione di quest'anno: piantare, crescere, usare, ripetere. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con falegnami locali, produttori di CLT e disegnatori, unendo le tradizioni artigianali del legno alle più moderne tecniche di produzione.

La filosofia del riuso si estende all'intero ciclo di vita del padiglione. Gli scarti derivanti dal taglio dei pannelli CLT principali sono stati incorporati in elementi secondari, come le scale del palco. Al termine della manifestazione, i pannelli principali potranno essere svitati e riutilizzati come arredi personalizzati all'interno della rete scolastica regionale. Il ciclo di vita temporaneo dell'architettura diventa così parte integrante della sua strategia progettuale, con ogni componente pensato per una seconda vita dopo lo smontaggio.

Autore

Cibo e viaggi

Luca Pellegrini — cibo e viaggi, Stile Aperto.