Nel cuore della zona umida di Chenhu, a Wuhan, è stata completata una torre di osservazione che non passa certo inosservata. Lo studio Xiang Architects ha progettato una struttura in acciaio a doppia elica alta quasi 20 metri, posizionata su un promontorio naturale chiamato Xianglushan, che si innalza sopra le canne e le acque della palude come un oggetto volutamente estraneo al paesaggio circostante.

La scelta formale è netta e dichiarata: la torre non cerca di mimetizzarsi tra i canneti, ma riflette la luce e si impone con la sua geometria. Secondo lo studio, la sfida era proprio questa: creare un manufatto che attirasse l'attenzione sul luogo che abita, piuttosto che competere con esso. Una struttura che tentasse di scomparire, paradossalmente, darebbe ai visitatori meno ragioni per intraprendere il viaggio fino a questo angolo remoto della Cina.

Dal punto di vista ingegneristico, la torre è costruita con 24 sezioni prefabbricate in acciaio. Le due scale, che si avvolgono l'una attorno all'altra in direzioni opposte, sono completamente indipendenti e non esiste una colonna centrale: sono le scale stesse a sostenere il carico strutturale. Questa scelta, apparentemente radicale, risolve anche un problema pratico: chi sale e chi scende non deve mai incrociarsi nello stesso passaggio stretto, e due persone che percorrono la torre contemporaneamente possono vivere esperienze visive completamente diverse a seconda della rampa scelta.

Lungo la salita sono distribuite 24 piattaforme panoramiche vetrate, ognuna delle quali offre un'angolazione differente sulla zona umida sottostante. Gli architetti descrivono l'esperienza come un percorso in cui «le scale stabiliscono un ritmo fisico costante, mentre le piattaforme offrono momenti di pausa e riflessione». Non si tratta solo di salire per osservare gli uccelli: si attraversa una sequenza coreografata di prospettive, con il paesaggio che si riorganizza attorno al visitatore a ogni passo.

Il sito è già di per sé straordinario. La zona umida di Chenhu ospita ogni inverno oltre 100.000 uccelli migratori, che tra ottobre e marzo trasformano quest'area in uno dei punti di sosta ecologici più importanti della Cina. La torre, che si innalza sopra le canne come un elemento di un'altra epoca, diventa così il punto di osservazione privilegiato per assistere a questo fenomeno naturale.

La forma a doppia elica, ispirata al DNA, non è una semplice trovata estetica. In architettura, forme di questo tipo sono state usate in passato, a volte con eleganza, a volte come puro elemento decorativo senza logica strutturale. Qui la scelta è funzionale e si traduce in un'esperienza di visita più fluida e articolata. La torre di Chenhu occupa una posizione curiosa tra utilità e spettacolo: chi la visita non va solo per guardare gli uccelli, ma per uscire dal proprio ritmo quotidiano e ricordarsi che il mondo naturale segue un orologio completamente diverso.

Autore

Design e casa

Alessandro Ruggeri — design e casa, Stile Aperto.