Per anni BookTok, la comunità di lettori su TikTok, è stata presentata come una macchina per scoprire libri nuovi. Ogni video consigliava un romanzo, ogni tendenza portava al successo un titolo dimenticato. Eppure, osservando le classifiche e le conversazioni online, molti lettori hanno l'impressione che si legga sempre più o meno le stesse cose. La promessa di scoperte senza fine sembra essersi trasformata in una sorta di monocultura della lettura.
Il fenomeno è immediatamente riconoscibile a chiunque frequenti i social. Un libro diventa virale, compare nei video di centinaia di utenti, finisce esaurito in libreria e poi sulle pagine dei giornali. Il meccanismo che dovrebbe moltiplicare le letture finisce così per concentrarle su pochi titoli, selezionati dall'algoritmo e rilanciati da chi vuole essere parte della tendenza del momento. Il risultato è una lettura collettiva che assomiglia più a un passaparola uniforme che a una esplorazione personale, dove ciò che si legge dipende spesso da ciò che si vede passare sullo schermo.
Il paradosso è evidente: più l'offerta si allarga, più il gusto sembra convergere. Gli strumenti che avrebbero dovuto liberare il lettore dalle vecchie gerarchie editoriali producono, in molti casi, nuove gerarchie, altrettanto rigide. Chi cerca il libro della propria vita rischia di trovarsi davanti alla stessa copertina che compare ovunque, e di chiedersi se la scelta sia davvero sua o soltanto il riflesso di ciò che tutti stanno leggendo.
La questione tocca anche il modo in cui si parla di libri. I consigli brevi, pensati per durare pochi secondi, tendono a privilegiare titoli già riconoscibili, facili da raccontare in una frase e immediatamente associabili a un'emozione forte. Questo formato premia la sintesi e il consenso, mentre lascia poco spazio alle opere più lente, più difficili o meno popolari, che raramente trovano una vetrina capace di portarle a un pubblico ampio.
Resta una domanda aperta per chi ama i libri: come ritrovare la curiosità che rende la lettura un gesto personale. Qualche lettore risponde cercando titoli fuori dal circuito dei video, passando dalle librerie indipendenti, chiedendo consigli a chi conosce bene il proprio catalogo. È un modo per recuperare il piacere della scoperta, oggi forse più prezioso di quanto non lo sia mai stato. La sfida, in fondo, non riguarda soltanto i lettori ma anche chi consiglia e vende libri: offrire un'alternativa al rumore delle tendenze, senza rinunciare al piacere di condividere una lettura.
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