Jonathan Bazzi torna in libreria con «Bestiola», un romanzo che nasce dalla morte della sua gatta Mirtilla e che l'autore definisce l'eredità del rapporto con l'animale. Dopo «Febbre» e «Corpi minori», lo scrittore sceglie ancora una volta la forma dell'autoritratto per raccontare non solo se stesso, ma anche la sua generazione e un nuovo modo di intendere la casa.

Il punto di partenza è un lutto domestico: la scomparsa di Mirtilla, a cui si aggiunge quella di Purè. Da questa perdita prende forma un libro che intreccia memoria personale e riflessione collettiva, trasformando l'esperienza del dolore in una narrazione che parla di legami, di assenze e di ciò che resta quando un animale che ha condiviso la vita quotidiana non c'è più.

«Bestiola» non è soltanto un memoir animalista né un semplice racconto di lutto. È un autoritratto che, attraverso la relazione con gli animali, arriva a interrogare il concetto stesso di casa. Per Bazzi la casa non è più un luogo fisso o un possesso, ma uno spazio che si costruisce e si ricostruisce nelle relazioni, anche quelle con chi non è umano. È un tema che attraversa la sua generazione, sempre più alle prese con abitazioni precarie, affetti mobili e famiglie che sfuggono ai modelli tradizionali.

Lo scrittore, già noto per la capacità di mescolare autobiografia e finzione, in questo nuovo lavoro sembra spingere ancora più a fondo la sovrapposizione tra vita e scrittura. La perdita di Mirtilla diventa così il motore narrativo di un libro che è al tempo stesso un omaggio a un legame speciale e una riflessione su cosa significhi abitare il mondo dopo una separazione.

Il romanzo si inserisce in un filone sempre più frequentato dalla letteratura contemporanea, quello che mette al centro il rapporto tra esseri umani e animali domestici, ma lo fa con una voce personale e riconoscibile. Bazzi non si limita a raccontare la gatta: usa la sua assenza per parlare di sé, della propria storia familiare e di un senso di appartenenza che passa anche attraverso gli oggetti, le stanze e le abitudini condivise.

«Bestiola» arriva dopo un percorso letterario che ha portato l'autore all'attenzione della critica e dei lettori con «Febbre», romanzo autobiografico sulla malattia e sulla scoperta della propria identità, e con «Corpi minori», in cui già emergeva l'interesse per le esistenze ai margini. Con questo nuovo libro Bazzi conferma la sua cifra stilistica: una scrittura diretta, a tratti scarna, capace di rendere universali esperienze molto personali.

La scelta di partire da un lutto per raccontare una generazione è significativa. In un'epoca in cui le certezze materiali sembrano sfumare, la casa diventa un tema centrale: non più eredità da tramandare, ma spazio da reinventare. E gli animali, in questo quadro, assumono un ruolo nuovo, quello di compagni di un'esistenza che cerca forme di intimità alternative.

Il romanzo si propone quindi come una lettura che parla di perdita e di rinascita, di memoria e di trasformazione, senza mai scivolare nel sentimentalismo. La sfida di Bazzi è quella di tenere insieme il registro intimo e quello generazionale, il racconto del dolore individuale e l'analisi di un cambiamento più ampio. «Bestiola» sembra raccogliere questa sfida, offrendo ai lettori un'autoritratto che è anche uno specchio dei tempi.

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Moda e tendenze

Chiara Vitale — moda e tendenze, Stile Aperto.