Un volume che ricompone una storia dispersa. GUNIA Project e Assouline hanno presentato a Londra, presso Maison Assouline in Piccadilly, «Naïve My Love: Ukrainian Folk Art of the 20th Century», pubblicazione di 304 pagine dedicata all'arte naïve ucraina del Novecento. Il libro, curato dalla curatrice ed editrice di Kyiv Lidia Lykhach con testi della giornalista ucraina Anna Lodygina, nasce da un lungo lavoro di ricerca condotto dalle fondatrici di GUNIA Project, Maria Gavryliuk e Natalia Kamenska.

Il progetto editoriale riunisce opere provenienti da collezioni museali, archivi, raccolte private e fondi familiari, mettendo in dialogo istituzioni e territori diversi. Tra le realtà coinvolte figurano l'Ivan Honchar Museum National Centre of Folk Culture di Kyiv, il National Museum of Decorative Arts of Ukraine, il National Museum of Folk Architecture and Life of Ukraine e lo Zaporizhzhia Regional Art Museum, insieme a collezioni e fondazioni attive a Kyiv, Lviv, Cherkasy e Poltava. «Ciò che è diventato particolarmente importante è stato capire che l'arte naïve ucraina non può essere raccontata attraverso una singola istituzione o una singola regione», spiegano le fondatrici. «La sua storia è dispersa in tutto il paese, e riunire queste opere ha significato costruire un dialogo tra musei, studiosi, comunità e archivi individuali».

La selezione attraversa pittura, tessuti, oggetti decorativi, lavori in legno, intaglio e ricamo, restituendo la varietà di una produzione domestica e popolare. Tra le opere documentate figurano «Our Army, Our Guardians» di Maria Prymachenko del 1978, «Separation» di Sofia Homeniuk del 1971, «Hare» di Vasyl Dovhoshyia degli anni Venti, «Still Life with Watermelon» di Dmytro Perepelytsia degli anni Trenta e «Portrait of Uliana, the Artist's Wife» di Panas Yarmolenko, sempre degli anni Venti. Il volume accoglie anche lavori di autori ignoti, come «Family on the Road» degli anni Trenta e «Cossack Mamai» del Settecento, accanto a «Bleaching Canvas» di Hanna Hotvianska, che testimonia la persistenza delle tradizioni tessili nel tardo Novecento.

Un capitolo particolarmente fragile dell'archivio riguarda Polina Raiko, i cui dipinti della propria casa a Oleshky, nell'oblast di Kherson, realizzati tra il 1998 e il 2004, documentano un'opera successivamente distrutta. Il libro si propone così non come catalogo di qualcosa che è scomparso, ma come fonte viva per la creazione contemporanea. «Un archivio diventa significativo quando continua a generare nuove idee», osservano Gavryliuk e Kamenska, che dal 2017 lavorano attraverso collezioni e archivi per costruire una comprensione più ampia del patrimonio culturale ucraino.

Il volume mette in relazione questa lingua visiva con le avanguardie europee, tracciando connessioni tra le tradizioni popolari ucraine e artisti come Kazimir Malevich, Alexandra Exter, Sonia Delaunay e Larionov. «Per decenni la cultura ucraina è stata spesso presentata a livello internazionale attraverso cornici russe o sovietiche, che ne hanno offuscato l'identità distinta», sottolineano le fondatrici. «L'arte naïve ucraina rende immediatamente visibile questa differenza: ha un proprio vocabolario visivo, radicato nei paesaggi locali, nella vita domestica, nella spiritualità, nell'ornamento, nell'umorismo e in una straordinaria libertà di colore e proporzione».

Gli artisti presenti in «Naïve My Love» hanno lavorato in gran parte fuori dal mondo accademico, traendo ispirazione dall'ambiente, dalle tradizioni e dalla vita quotidiana. «Ciò che ci affascina è che l'arte naïve non è vincolata da regole accademiche», aggiungono. «Questa libertà rende il lavoro sorprendentemente contemporaneo oggi: diretto, emotivo e sperimentale». Per GUNIA Project, l'archivio ha anche un rapporto diretto con la produzione attuale: la pratica di design dello studio studia tecniche e simboli storici per tradurli in forme presenti.

Autore

Moda e tendenze

Chiara Vitale — moda e tendenze, Stile Aperto.