Il sughero non è più solo un rivestimento decorativo. La designer di mobili Chiara Verde, con base a Copenaghen, ha presentato Strata, una lounge chair che utilizza il sughero come vera e propria architettura portante. Il progetto ribalta l'assunto secondo cui questo materiale possa essere impiegato solo per pavimenti, bacheche o tappi di vino, dimostrando che può sostenere l'intera struttura di una seduta.

Il cuore di Strata è un sistema composito a strati: sottili fogli di sughero alternati a tessuti in fibre naturali, laminati insieme per formare gusci in grado di sopportare carichi. Il rinforzo tessile non ha una funzione estetica, ma conferisce al sughero una rigidità direzionale e prestazioni strutturali che da solo non possiede. Una struttura metallica minimale gestisce solo i punti sottoposti a carico concentrato, lasciando ai gusci in sughero il compito di sostenere il resto. Il risultato visivo è quello di una sedia sospesa, retta da un'intelligenza materica più che da una convenzione formale.

Il percorso progettuale di Verde è fortemente orientato al processo. La sua pratica si basa sulla sperimentazione materica, sulla prototipazione e sulla ricerca strutturale, considerando il banco di lavoro come un'estensione del design stesso. Strata non è stata concepita e poi realizzata, ma è emersa attraverso mesi di test, aggiustamenti, fallimenti e ricalibrazioni. Prima della lounge chair è nato uno sgabello in sughero, un banco di prova a grandezza naturale che ha validato la logica strutturale prima di applicarla a una forma più grande.

Ciò che rende Strata degna di attenzione non è solo la provocazione materica, ma la sobrietà della forma finale. La sedia non si annuncia con enfasi. Conserva il linguaggio visivo del mondo naturale: silhouette organica, texture calda, proporzioni silenziosamente sicure. Il sughero possiede una qualità termica intrinseca, una morbidezza al tatto e sotto i piedi che i materiali sintetici cercano di replicare con investimenti milionari. Qui, semplicemente, fa il suo lavoro.

La discendenza della sedia sospesa è lunga: la pelle su tubi d'acciaio ha definito un'intera generazione di sedute moderniste nel primo e medio Novecento. Verde opera nello stesso territorio formale, proponendo il sughero laminato come prossima alternativa onesta alla pelle: un materiale che cede, respira e invecchia con l'uso invece di opporsi ad esso. Strata si inserisce in una conversazione crescente sul design guidato dai materiali, dove la sostenibilità non è branding ma metodologia. Verde non sta commercializzando il sughero, lo sta interrogando, e la sedia è la prova del concetto. Per un materiale che ha trascorso decenni ai margini del design del mobile, Strata potrebbe essere l'argomento che aspettava da sempre.

Autore

Moda e tendenze

Chiara Vitale — moda e tendenze, Stile Aperto.